ARCHIVIO UFO NEWS:  1° TRIMESTRE  2005

 

11 Marzo 2005     Oggetti luminosi sui cieli sardi 
Il misterioso oggetto luminoso avvistato sui cieli della Barbagia e dell'Ogliastra la scorsa settimana da un turista tedesco e da tante altre persone è diventata materia di studio per i componenti della rappresentanza sarda del Centro Italiano Studi Ufologici, che ha sede a Sassari. E ciò nonostante il generale Fabio Molteni, comandante del Poligono interforze di Perdasdefogu, aveva ipotizzato che si trattasse in realtà di un missile esploso in volo durante un'esercitazione. Secondo l'alto ufficiale, quel bagliore era dovuto al distacco del buster, il serbatoio del propellente solido, da un missile antiaereo Nike Hercules sparato da una piazzola del Poligono a mare di Capo San Lorenzo a oltre sessanta chilometri di distanza. Spiegazione che però non deve aver convinto quelli del Centro Italiano Studi Ufologici. I componenti della sede isolana dell'associazione culturale di volontariato che si occupa di studi scientifici dei fenomeni Ufo, si sono fortemente incuriositi sia dell'episodio verificatosi sui monti del Gennargentu, che di quello segnalato sulle coste di Orosei qualche giorno più tardi, quando alcune persone notarono sui cieli di Cala Liberotto un oggetto volante che a prima vista sembrava un
razzo. Visto il ripetersi di questo tipo di avvenimenti, hanno deciso di lanciare un appello e rivolgendosi a tutti coloro che hanno avuto l'opportunità di essere testimoni di avvistamenti, chiedono eventuali testimonianze dirette.
Per questo motivo mettono a disposizione un apposito indirizzo e-mail. Chi volesse mettersi in contato via internet può connettersi al segnalo_ufo@cisusardegna.it i responsabili dell'associazione, garantiscono la massima riservatezza. Per leggere le cronache sui recenti avvistamenti accaduti in Ogliastra e conoscere il CISU è invece sufficiente consultare il sito: www.cisusardegna.it.
(Fonte:
L'Unione Sarda)

11 Marzo 2005     Telefonate nello spazio 
La fascinazione per l'ignoto ha raggiunto il suo apice nei giorni scorsi, con l'annuncio di un nuovo servizio per ora attivo nei soli Stati Uniti che permette a chiunque lo voglia, e sia disponibile a pagare, di spedire nello spazio le proprie telefonate.
Tutto è riassunto dal sito ad alto impatto TalkToAliens, spazio web realizzato per creare atmosfere cinematografiche nelle immagini e nei suoni e solleticare la curiosità di chi ritiene di aver qualcosa di utile da dire agli alieni che potrebbero "intercettare" le telefonate. Il suo sottotitolo è emblematico: "il primo sistema di comunicazione intergalattico del mondo".
Il condizionale è d'obbligo come ha spiegato al New Scientist uno scienziato della Rutgers University, Christopher Rose, secondo cui nel migliore dei casi i segnali sparati dall'organizzazione che gestisce il sito potrebbero essere ricevuti a non più di due anni luce di distanza. Se è vero che il sito indirizza quelle trasmissioni verso le stelle più vicine, è anche vero che la più vicina si trova a quattro anni luce dalla Terra.
Ma queste sono sottigliezze quando in ballo c'è la possibilità di trasformarsi in ambasciatori dell'umanità verso culture aliene, come già accaduto in occasione di altre particolarissime iniziative, pensate per spedire parti di sé, oltre a propri contenuti, in sonde destinate a perdersi nello spazio. E lo dimostra il fatto che fin dal lancio del servizio secondo l'azienda sono già state fatte centinaia di telefonate, al "modico" prezzo di 3,99 dollari al minuto.
La "base di lancio" delle chiamate extraterrestri si trova nel Connecticut e il suo cuore è una parabola di 3,2 metri di diametro. Secondo il sito, una civiltà aliena dotata di impianti di ricezione come quello di Arecibo nel Puerto Rico (vedi foto) potrebbe ricevere le chiamate. E questo è quanto basta, evidentemente, per indurre molti a comporre il numero a pagamento dedicato.
(Fonte: Punto Informatico)

 09 Marzo 2005     Italia-Usa e accordi segreti 
Ho appreso con soddisfazione da "Il Gazzettino" del 18 febbraio nello Speciale inerente il 50.mo anniversario del 31.mo "Fighter Wing" ad Aviano, l'interrogazione al presidente della Regione Riccardo Illy di pretendere dal Governo italiano la doverosa trasparenza in merito a quegli accordi segreti che sarebbero stati stipulati per la costruzione della base Usaf, attivando perciò le necessarie garanzie per la sicurezza dei cittadini.
E, proprio al proposito, io stesso, quale privato cittadino, tramite corrispondenza epistolare, avevo segnalato al Capo di Gabinetto della Regione a Trieste quanto, en passant, allegando relative copie fotostatiche degli articoli pubblicati rispettivamente da "Il Gazzettino" di Pordenone e dalla "Rivista Aeronautica", l'organo delle "Frecce Tricolori", sull'avvistamento di un non identificato oggetto discoidale radente un traliccio dell'alta tensione sito a meno di metri 50 dalla mia abitazione in San Quirino e distante meno di km 7 in linea d'aria dalla ben nota aereo-base Usaf: l'aeroporto "Pagliano & Gori" di Aviano. E, ancora, come descritto dalla stampa locale "Il Gazzettino" del 20 gennaio 1996, "Ufo, Stealth & boato '95", proprio nel cielo sovrastante la mia abitazione si sarebbe sviluppato un "bang" aereo con fragoroso boato cui nessuno seppe dare spiegazione - era un caldo pomeriggio di settembre del 1995 - se non quel succinto articolo uscito l'anno dopo. Nella missiva chiedevo al Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Riccardo Illy che cosa potrebbe eventualmente svolgere codesta regione per poter attuare una politica di "protezione civile" per attenuare un eventuale e nocivo inquinamento acustico provocato da quegli aerei militari che virano talvolta proprio a bassa quota sopra le abitazioni site in San Quirino e cioè in prossimità dei tracciati delle rotte seguite da questi aerei dell'Usaf.
Esponevo ancora nella lettera al Presidente Fvg l'interrogativo su che cosa potrebbero mai essere quei fantomatici "ufo". E cioè, potrebbero forse essere dei satelliti artificiali adoperati dagli apparati militari per compiere delle ipotetiche manovre tenute nel più stretto riserbo militare?
E perché queste presunte esercitazioni verrebbero svolte proprio in prossimità delle abitazioni civili?
Vi potrebbe mai svilupparsi un'eventuale "indagine conoscitiva" da parte degli organi competenti preposti alla protezione civile?
A tutt'oggi non ho ottenuto alcunissima risposta in merito!
Perché? Sarebbero davvero così compromettenti eventuali indagini in tal senso? Una curiosità: per davvero ipotetici "dischi volanti" incomberebbero su degli aerei alla base Usaf come scriveva la didascalia su "Il Gazzettino" del 1° febbraio 1996: pag. III, all'indomani della visita del Presidente Usa Bill Clinton ad Aviano? La foto ivi pubblicata sarebbe stata autentica, mah, il "disco" sarebbe stato invece il radar dell'aereo di sorveglianza atlantica "Awacs". Già la scorsa estate 2004, "Il Gazzettino" avrebbe pubblicata una clamorosa recensione del volume "Alieni tra noi" dell'ufo logo Antonio Chiumiento, dov'è inserita la mia diretta testimonianza compendiata da una tavola a colori, di ben 19 anni or sono, quando cioè, una domenica sera di primavera, rincasando dopo una serata trascorsa in discoteca, m'imbattei in un "disco volante" radente il caseggiato di San Quirino mentre s'inoltrava nel più rigoroso silenzio con una cupola che rassomigliava l'aurora boreale, sorvolando le cime ancora innevate del gruppo del Monte Cavallo. Ma, che cosa ne sappiamo effettivamente sull'argomento? Davvero sarebbero pilotati da alieni provenienti da altre galassie? "Ufo" trattasi essenzialmente di una sigla "Unidentifield Flying Objects" coniata dall'Usaf quando, subito dopo la liberazione dei lager nazisti di cui quest'anno ricorre il sessantennale dell'olocausto, le truppe anglo-americane altresì quelle dell'Armata rossa rinvenirono le gallerie nella Foresta Nera contenenti le famigerate bombe a missile "V-1" e "V-2" che tanto orrore e raccapriccio costarono alla popolazione londinese durante i bombardamenti perpetrati dalla Luftwaffe germanica. Ed è perciò all'insorgere della Guerra Fredda che le due superpotenze, separatamente, iniziarono i primi esperimenti avionici di quella missilistica che era già stata requisita al famigerato III Reich in disfatta. E, purtuttavia, la ben nota rivista "Aerei" ammetteva già nell'ottobre 1990 come i caccia supersonici "F 117 A Stealth": i ben noti aerei invisibili ai radar poiché costituiti da fibre di carbonio e dalla sagoma "black", nera da farlo somigliare un ufo , avessero compiuto missioni addestrative all'estero per ben 7 anni a partire dal 1981 quando tutte le missioni si sarebbero svolte di notte, ed il cui primo dispiegamento operativo sarebbe avvenuto nel corso dell'estate del 1990 periodo che precedette la mobilitazione militare generale Usa e mondiale in quel mastodontico ponte aereo mai avvenuto prima nella storia contemporanea quando gli imponenti aereo-cargo "Galaxy" scaricarono migliaia di tonnellate a carattere bellico a Daharan in Arabia Saudita all'alba di quella che sarebbe stata la più colossale guerra elettronica scatenata contro l'Iraq nella prima Guerra del Golfo!
Viene perciò da chiedersi, in conclusione, come mai la più grossa mole di avvistamenti definiti "clamorosi" verrebbero localizzati sempre a meno di chilometri 7 dall'ubicazione di imponenti arsenali militari Usaf o della Nato? Coincidenza o... ricorrenza?!

(Fonte: Il Gazzettino ed.Pordenone)

 03 Marzo 2005     Misteriosi luci nel cielo della Barbagia 
Un piccolo aereo, le luci che abbassano, un bagliore. E niente più. Due turisti lanciano l’Sos. E’ già buio nel Bruncuspina innevato. L’allarme rimbalza dirompente. Ma negli aeroporti sardi non risulta nessun tracciato radar, nessun piano di volo. Nessun aereo civile manca all’appello, neppure una persona. A notte fonda, il giallo s’infittisce. L’aeronautica militare rinuncia a sorvolare la zona dopo che tutti i controlli radar e satellitari dalle 18 in poi risultano negativi. All’alba di oggi un elicottero dei Carabinieri si leverà in volo da Olbia, un altro della Polizia partirà da Abbasanta, per cercare traccia di quello strano oggetto avvistato ieri sera da un turista tedesco e da un amico barbaricino. Erano le 19,10 quando un docente universitario tedesco, habituè del Gennargentu, fa ritorno con una persona da una passeggiata sul Bruncuspina. Raggiungono l’auto che avevano lasciato in località Ludurreo, dove la neve, alta fino ad un metro e mezzo, sbarra il passaggio a ogni mezzo. Il turista tedesco deve ripartire in Germania, ma si concede l’ultima gita sui monti bianchi della Barbagia. Nella vettura i due sciatori si preparano al ritorno al ristorante su Ninnieri. Mentre si cambiano le scarpe scorgono le luci di un aereo piccolo. Pensano a un Cesna. Quelle luci, però, scendono di quota prima di sparire inghiottite da un bagliore. Non sentono rumori e neppure esplosioni. I loro occhi restano fissi sulla zona di Monte Novu e Arcu Correboi. Appena arrivano al ristorante compongono il 113. Alle 19,30 arriva la segnalazione che fa partire una grande mobilitazione in tutta la Sardegna. Il turista tedesco fa un racconto dettagliato: parla di un aereo leggero, delle luci che si abbassano e spariscono. Lo stesso avrebbe riferito l’amico. Entrambi vengono interrogati dai Carabinieri di Fonni: restano in caserma fino a tarda notte. Nel frattempo, i militari della Squadriglia dei carabinieri vanno verso il versante della montagna che si affaccia su Fonni dove i turisti hanno detto di aver notato il bagliore. Gli uomini della Forestale sono pronti a dare una mano alle ricerche. Ma restano fermi. L’esito negativo di tutti i controlli blocca la macchina dei soccorsi. Anche l’Aeronautica Militare, che aveva programmato un volo perlustrativi, sospende l’intervento visto che non c’è nessun Sos via radio o satellitare e nessun velivolo manca all’appello. Affiorano i primi dubbi sull’incidente perché un aereo, seppure piccolo, nell’impatto col suolo, benché ricoperto di neve, avrebbe innescato un incendio per via del carburante contenuto a bordo. Il bagliore non vale a suffragare l’ipotesi dell’incidente. Ma se viene esclusa la caduta di un aereo, resta da capire cosa sia successo. C’è infatti una contemporaneità di eventi che complica la vicenda. Succede, infatti, che alle 19,20da una nave in navigazione 22 miglia al largo della costa nel Golfo di Orosei vengano avvistati quattro razzi di segnalazione.
La comunicazione arriva alla Capitaneria di porto di Arbatax. Parte subito una motovedetta per verificare cosa sia accaduto. Si pensa subito ad una nave in difficoltà. Ma non c’è traccia. Non è l’unico episodio. Alla stessa ora, a Cardedu, una ragazza fa partire un’altra segnalazione. Ha l’impressione di vedere due razzi verso il mare. Non capisce, si preoccupa e chiama subito i Carabinieri. Scattano le ricerche, infruttuose anche in questo caso. Spunta l’ipotesi che tanti avvistamenti siano legati agli effetti di qualche esercitazione militare. E ieri pomeriggio l’esercitazione a mare, al largo di Capo San Lorenzo c’era, andata avanti sino alle 19,30. Venivano lanciati radiobersagli: a un occhio profano possono sembrare aerei, hanno le luci intermittenti se non intercettati da un missile possono spegnersi con un bagliore. Ma, in modo informale, le autorità militari escludono che qualche razzo sia finito fuori controllo e abbia seguito traiettorie diverse da quelle consuete. Oltre tutto la distanza della costa ogliastrina dal Bruncuspina  renderebbe improbabile una simile ipotesi. Il mistero perciò resta. Forse oggi si capirà qualcosa di più.
(Fonte:
L'Unione Sarda)

20 Febbraio 2005     Bolide nel novarese? 
Meteorite, rottame spaziale o effetto elettrico atmosferico? Tutte le ipotesi sono valide per spiegare il misterioso fenomeno che si è verificato venerdì, per due volte, alle 19 e attorno alle 22,30 nei cieli del Cusio. Numerosi testimoni affermano di aver avvistato un oggetto luminoso precipitare verso terra. «Ero in cucina a casa ad Armeno quando dalla finestra ho visto un oggetto dalla luce intensa, come fosse un neon » racconta Fabrizio Bertoletti, albergatore.
(F
onte: La Stampa ed.Novara)

 02 Febbraio 2005     Caccia al bolide  
Era un «bolide», quello che l’altra sera alle 19,23 per alcuni secondi ha illuminato a giorno il cielo. Il fenomeno non ha interessato solo Alessandria. Quel bagliore così intenso che ha tenuto con il naso per aria molte persone è stato visto in altre zone del Piemonte, in Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Friuli. Paolo Toselli, ufologo e scrittore, commenta: «Fenomeni così sono davvero rari. Il bolide era molto brillante, con la luminosità della luna piena e seguito da una scia vistosa. In alcune località il cielo si è tinto d’azzurro, in altre di verde, blu, arancione e rosso». Non è stata, insomma, la solita stella cadente, di solito polvere celeste di pochi millimetri, ma un fenomeno più appariscente, causato da un oggetto ben più grande, pesante anche 10 chilogrammi. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto il «bolide» frantumarsi in tre pezzi, caduti probabilmente in provincia. Continua Toselli: «L’intensità della luce è data dalle dimensioni del bolide e dall’inclinazione con cui è entrato nell’atmosfera. Anche chi ha riferito di aver visto la luce distante 50 o 60 metri in realtà si è sbagliato. Un’illusione ottica: la distanza è stata di centinaia di chilometri. Invitiamo altri testimoni a mettersi in contatto con noi, scrivendoci all’indirizzo di posta elettronica del nostro sito cisu@ufo.it o alla casella postale 82, 10100 Torino; oppure lasciando un messaggio alla segreteria telefonica: 011 307863». In redazione è giunta poi la testimonianza diretta di un automobilista che si trovava tra il ponte Tanaro e Valle San Bartolomeo: «E’ stata un’esperienza che posso paragonare alle aurore boreali. Improvvisamente il cielo è diventato celeste come di mattina presto. Ho visto il colore delle auto che mi precedevano e poi le colline illuminate a giorno. Un fenomeno esteso come minimo da Tortona ad Asti. Non penso si sia trattato di un meteorite. Il meteorite lascia una scia e si disintegra prima di toccare terra. Chissà che non sia un satellite radioattivo?».
(F
onte: La Stampa ed.Alessandria)

 24 Gennaio 2005     GB, pubblicati fascicoli di avvistamento  
Oggetti luminosi sospesi in aria e dischi volanti hanno popolato per decenni l’immaginario collettivo. In molti dicono di aver visto strani enti luminosi nel cielo, ma quando a testimoniarlo sono piloti della Raf o della British Airrways le cose cambiano. Il governo inglese ha divulgato per la prima volta fascicoli contenenti avvistamenti di oggetti volanti non identificati descritti da testimoni credibili, tra i quali anche alti funzionari di polizia.
Provenienti da un dipartimento speciale Ufo, conosciuto come Sf4, i documenti sono stati prese in visione dal quotidiano "The Indipendent", grazie alla nuova legge sulla trasparenza dell’informazione. Molti i casi raccontati nelle mille pagine dei dossier.
Il più clamoroso è avvenuto nel luglio del 1977, quando un pilota dell’aviazione militare e altri due ufficiali stazionati presso la base della Raf di Boulmer nel Northumberland hanno raccontato di aver visto due "oggetti luminosi sospesi sul mare". Subito dopo l’avvistamento i due oggetti si sono separati, uno è andato verso occidente, l’altro mentre faceva una manovra ha assunto le sembianze di un corpo umano con tanto di proiezione di braccia e gambe. Gli uomini hanno osservato i dischi per un’ora e quaranta minuti prima che svanissero nel nulla. Anche il radar ha rilevato la presenza degli oggetti nella stessa posizione in cui gli ufficiali dichiararono di averli visti.
Molti altri avvistamenti hanno provocato reazioni importanti nel governo, tra cui uno nel luglio del 1976 quando un pilota della British Airways in ritorno dal Portogallo si fece scortare da caccia militari perché aveva avvistato "quattro oggetti, di cui due rotondi e candidi, due a forma di sigaro", nei pressi di Faro. Poco dopo, tra Fatima e Faro, un altro pilota della linea aerea inglese dice di aver visto un oggetto luminoso in aria che si spostava verso nord. Molti altri casi di testimoni attendibili sono stilati in questi rapporti.
(F
onte: TGCom)

 22 Gennaio 2005     Germania, una luce intensa suscita allarme ufo  
Un fenomeno di luce forte e intensa ieri sera sui cieli della Germania e dell'Austria ha fatto scattare l'allarme ufo. Molte persone hanno telefonato allarmate ai servizi scientifici denunciando la presenza di strani effetti celesti. Secondo il Centro di ricerca di Mannheim specializzato sugli Ufo, si e' trattato di correnti di particelle solari, che hanno creato un'intensa luminosita' a contatto con il magnetismo terrestre.
(Fonte: Ansa)


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