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30
Settembre 2002
Ufo nel cielo di
Borgotaro
Anche gli «Ufo» a volte ritornano, come
qualche giorno fa a Borgotaro. E non è neppure la prima volta: una
quindicina di anni fa, sempre nel capoluogo valtarese, era stato
avvistato (da un intero quartiere) un oggetto strano, di forma
esagonale. Vi fu, ancor prima, nella nostra provincia, un caso eclatante
a Valmozzola, nel giugno 1983 ed uno a Sala Baganza. Ma anche nei cieli
della Lunigiana, vicinissima, in linea d'aria, alla Valtaro, come spesso
riferisce il giornalista Lorenzo Sartorio (che è addetto stampa del Cun
- Centro ufologico nazionale, per Parma), da secoli, si parla di «luci
strane, di comparse misteriose e di strani avvistamenti».
Ma veniamo ai giorni nostri, per l'esattezza al 20 settembre, quando,
intorno alle 19, due sorelle borgotaresi, Simona ed Elisa Delgrosso, di
31 e 20 anni (una è veterinario e l'altra studentessa), hanno visto nel
cielo, sopra il paese «una presenza alquanto anomala, soprattutto per
la sua luminosità, nonostante il sole fosse ancora alto».
Hanno pensato ad un satellite, poi hanno preso un binocolo e, con
l'ausilio di un filtro rosso, hanno potuto vedere che l'«oggetto»
aveva una strana forma triangolare: «...per la precisione, un triangolo
a testa in giù - hanno spiegato - con le punte un po' arrotondate e di
una luce intensissima». Le due sorelle, che avevano a portata di mano
una macchina fotografica, seppur amatoriale, sono però riuscite a
scattare alcune fotografie.
Elisa e Simona Delgrosso hanno subito contattato, via e-mail, il "Cun"
e, successivamente, di persona, il dottor Giorgio Pattera, biologo e
responsabile nazionale del settore scientifico dello stesso «Centro».
E' stato steso il verbale sull'accaduto, ma è emersa una cosa
interessante e curiosa: alla stessa ora e nello stesso giorno, in altre
tre località italiane (Genova, Gavi di Alessandria e Rimini) si era
avuto lo stesso avvistamento. E confrontando le foto, non ci sono dubbi:
si tratta dello stesso oggetto. Un'altra considerazione emersa
nell'incontro fra il dottor Pattera e le due sorelle borgotaresi, è che
«facendo un calcolo trigonometrico, anche se molto approssimato, -
spiega Pattera - questo oggetto, essendo stato visto (parliamo soltanto,
ad esempio, di Gavi) in un raggio di dodici chilometri,
approssimativamente possiamo stimarne le dimensioni, tra gli ottanta ed
i centoventi metri».
Un'altra considerazione: non può trattarsi di un «pallone sonda»,
come qualcuno, sbrigativamente, aveva, in un primo momento, affermato a
Genova e a Rimini, «in quanto il "pallone-sonda" - ha
spiegato Pattera - è di dimensioni piccolissime e poi non sta fermo
immobile per circa due ore». Gli accertamenti sono in corso.
(La Gazzetta di Parma)
30
Settembre 2002
Vigilante vede Ufo a
Orbassano
«Una brezza leggera, un sibilo forte, poi
un fascio di luce. Mi sono sentito avvolto per qualche secondo. Poi
l'oggetto luminoso è stato risucchiato verso l'alto». Parla Roberto,
nome di fantasia, 27 anni. Sabato notte era di turno all'interporto Sito
di Orbassano dove lavora come guardiano. Era seduto al suo posto e
guardava la televisione. La serata stava scivolando via come al solito,
tra uno zapping e una sigaretta e nulla lasciava supporre che le ore non
sarebbero trascorse nella stessa maniera di sempre.
Alle 4 e mezza del mattino è accaduto qualcosa che lo ha scosso dal
torpore e gli ha messo addosso una leggera sensazione di ansia. A
quell'ora il televisore si è spento, nello stesso attimo il cancello
automatico si è aperto. Roberto ha controllato i quadri, ha verificato
che non ci fossero guasti o complicazioni. Poi, come gli impongono le
regole del suo mestiere, è uscito dal gabbiotto. Ha fatto un giro tra i
camion, ha raccontato, e ha cercato di capire se fosse entrato qualcuno
e soprattutto con quale arcano stratagemma.
Durante la sua breve perlustrazione non ha trovato risposte. Mentre
rientrava al suo posto è stato investito da un sibilo e da una brezza
leggera. Ultima la sensazione di un oggetto luminoso che lo avvolgeva
per poi essere aspirato ruotando velocemente verso il cielo. Pochi
attimi ma sufficienti a gettarlo nel panico e a convincerlo che era ora
di chiamare soccorsi.
Quando la pattuglia dei carabinieri del 112 sono arrivati sul posto lo
hanno trovato agitato ma certo di essersi imbattuto in un Ufo largo tre
metri in missione sulla terra. I militari non hanno trovato tracce del
passaggio di un disco luminoso, né hanno saputo chiarire quale potesse
essere il motivo del blackout. Nessuno aveva visito o sentito nulla di
strano. L'intero porto era avvolto dal silenzio e la televisione aveva
ripreso a trasmettere. «L'uomo era scosso hanno riferito ma nulla ci fa
pensare che si tratti di una persona poco credibile o turbata per
qualche ragione». Una suggestione dopo un film horror, un'allucinazione
dopo ore di ipnosi da piccolo schermo? Nessuno per ora è riuscito a
svelare il mistero dell'Ufo di Orbassano. Roberto ha confermato la sua
versione anche ieri mattina, quando è stato risentito dai carabinieri.
Si è anche ipotizzato che il fascio di luce potesse essere lo strascico
luminoso di una discoteca della zona, ma come spiegare il cancello che
si apre da solo e la televisione che si spegne soltanto nel gabbiotto
del guardiano?
Le indagini sono ancora in corso. I carabinieri stanno svolgendo altri
accertamenti e hanno interessato l'aeroporto di Caselle e quelli vicini
di Genova e Milano. Lo scopo è verificare se in quelle ore il radar ha
intercettato un oggetto volante non identificato.
Finora non ci sono risposte ufficiali anche se è evidente che se
qualcosa fosse comparso sugli schermi le forze dell'ordine ne avrebbero
già avuto notizia. Roberto intanto continua a svolgere il suo turno
come al solito. Lo ha portato a termine anche domenica mattina. Mancava
poco più di un'ora allo stacco e lui ha deciso comunque di rimanere al
suo posto. Ufo o non Ufo. Con la televisione a fargli ancora compagnia
fino alla sei del mattino.
(La Stampa; Il Giornale)
24
Settembre 2002
Tracce sotto il Monte
Grisa
Il
rito di una congrega che pratica il culto dei dischi volanti. La
riunione degli ultimi seguaci di un militare americano morto alcuni anni
fa a Trieste, che riteneva possibile viaggiare nel tempo e per questo
scopo aveva realizzato una «macchina».
Per vie traverse, queste due «rivendicazioni» sono giunte ieri al «Piccolo»
per spiegare le tracce rinvenute sotto Monte Grisa. Gli «Amici della
terra» durante un'operazione di pulizia del Carso hanno trovato delle
pietre diposte in circolo, un masso centrale con la sigla «St» (che
Cecilia Gatto Trocchi nota studiosa di esoterismo ha interpretato come
«Satana»), mani nere tracciate dappertutto. Poco più in là una
grande struttura realizzata con tubi «Innocenti», pietre, rifiuti,
carcasse di elettrodomestici e resti di tela utilizzati per la
copertura: una sorta di «macchina del tempo».
Molti triestini ricorderanno un uomo corpulento, di colore, solito
camminare lungo la camionale e fare l'autostop. «Era un soldato
americano giunto a Trieste negli anni del Gma - ha ricordato l'autore di
una delle rivendicazioni - non era mai tornato a casa e faceva una vita
da barbone sul Carso, proprio in quella zona. Era una persona
intelligente e un giorno era stato a colloquio con alcuni professori
universitari riguardo alla possibilità di costruire una macchina del
tempo. Probabilmente quella era la "macchina" ed evidentemente
i suoi seguaci che ancora oggi si riuniscono usano il simbolo della
"mano nera" come la pelle del loro "guru"». «C'è
un gruppo dedito ai culti ufologici che fa i propri riti da quelle parti»,
ha replicato l'autore della seconda rivendicazione. Esiste infatti da
anni in città una setta che ritiene che in occasione di un grande
cataclisma che investirà prossimamente la Terra, numerosi terrestri si
salveranno salendo su alcuni dischi volanti che partendo da Trieste li
porteranno in salvo su un altro pianeta. «Per noi quelli sono soltanto
i resti di un picnic, di una festa campestre - hanno replicato i
carabinieri di Aurisina ai quali gli Amici della terra hanno presentato
un esposto - abbiamo trovato piatti e forchette di plastica.
Quello fatto con le pietre non era un cerchio magico, ma la
delimitazione di un falò che poi non è stato acceso».
(Il Piccolo)
24
Settembre 2002
Allarme ufo nel savonese
Atmosfera
degna di «X-File», il telefilm cult su Ufo e fenomeni paranormali,
ieri sera, in Val Bormida, dove, per circa due ore, decine di persone
hanno creduto di avvistare un disco volante. Convinzione più che
legittima, visto che non sono mancate addirittura sollecite segnalazioni
alle varie stazioni dei carabinieri. Poco importa se, alla fine, proprio
dai controlli, si è appurato che non si trattava altro di un pallone
aerostatico meteorologico che, sfuggito al controllo, si è poi
incendiato ai margini dell'atmosfera.
Per molti, ieri sera, dalle 18 alle 20, «ET» si è perso sopra i
boschi dei Pastoni E forse proprio la zona dell'avvistamento, quei
Pastoni, già teatro di leggende e dicerie su pratiche esoteriche, messe
nere, case infestate, ma anche fenomeni paranormali ed altri
avvistamenti - per le forze dell'ordine semplicemente zona appartata,
sebbene facilmente raggiungibile, meta di coppiette, relativi guardoni
e, in passato, anche di piccolo spaccio di stupefacenti - ha contribuito
a rendere il «contatto di terzo tipo» più convincente. Spiegano,
alcuni testimoni: «Abbiamo visto una strana luce, prima fioca, poi
sempre più evidente, filtrare tra le nuvole, fino a che, anche se solo
per un attimo, si è trasformata in una sorta di palla di fuoco che
lasciava una piccola scia, come una cometa». Altri - l'avvistamento non
si è limitato alla zona dei Pastoni, ma l'allarme è stato lanciato
anche da Rocchetta di Cengio, Cairo e Millesimo - parlano semplicemente
di un bagliore che si muoveva a forte velocità, con strane traiettorie.
Per tutti, quindi, un po' di delusione: niente marziani, ma solo un
anonimo pallone aerostatico che, per una sera, ha avuto il suo momento
di gloria.
(La Stampa ed. Savona)
23
Settembre 2002
Chernobyl, un ufo fermò
il reattore
Sono passati 16 anni da quel 26 Aprile
del 1986 quando alle 1:23 del mattino un’enorme esplosione immetteva
nell’atmosfera una immensa nube radioattiva che contaminò buona parte
dell’Europa. I vigili del fuoco impiegarono diverse ore per domare
l’incendio che ne derivò e molti di loro morirono mesi dopo a causa
dell’esposizione alle radiazioni.
Ormai si conosce tutto o quasi
della tragedia di Chernobyl, compresi i colpevoli. Furono infatti
condotti degli esperimenti sul quarto reattore che provocarono il guasto
e la conseguente deflagrazione.
Per un semplice caso l’esplosione non fu di natura nucleare, ma
solamente termica. Se fosse successo il contrario probabilmente
l’Europa non sarebbe come la vediamo noi oggi e forse metà di essa
non esisterebbe più.
Per spiegare questo colpo di fortuna sono state formulate molte teorie,
l’ultima delle quali vede come protagonisti addirittura gli ufo.
Sembrerebbe infatti che alcuni testimoni abbiano notato degli oggetti
stazionare sopra la centrale prima dell’incidente; alcune decine di
persone li avrebbero visti volteggiare per ben sei ore immediatamente al
di sopra del 4 reattore, ovvero di quello responsabile dell’incidente.
Un testimone oculare, Mikhail Varitsky, afferma:"Io ed altre
persone ci siamo recati sul luogo dell’incidente quella notte e
abbiamo visto una sfera luminosa di circa 6-8 metri di diametro dalla
quale uscivano dei raggi diretti verso il quarto reattore. Il tutto è
durato quasi tre minuti".
Secondo i testimoni l’ufo avrebbe abbassato il livello di radioattività
impedendo così che si verificasse un’esplosione nucleare.
Ma questo non è stato l’unico episodio del genere verificatosi sulla
centrale. A distanza di tre anni la dottoressa Gospina dichiara di aver
visto un oggetto di color "ambra" dai contorni molto ben
definiti che sostava proprio sopra il quarto reattore. In quel periodo
il reattore stava immettendo di nuovo elementi radioattivi
nell’atmosfera, ma non è tutto: nell’ottobre del 1990 V. Navran, un
reporter del quotidiano "L’Eco di Chernobyl", fotografava il
quarto reattore, compreso il buco al centro della cupola protettiva.
Egli ha affermato:"Quando ho fotografato il tetto non ho visto
nessun ufo, ma quando ho sviluppato il rullino ho notato un oggetto
sopra la cupola.". L’oggetto fotografato da Navran è simile in
tutto e per tutto a quello descritto dalla dottoressa Gospina.
Per ora le affermazioni dei testimoni non provano nulla, ma di sicuro
aggiungono nuovi misteri ad uno degli eventi più tragici dell’ultimo
cinquantennio.
(Il Nuovo)
22
Settembre 2002
Ufo a Novara
Il cielo che sovrasta Novara da qualche
settimana sarebbe interessato da fenomeni inspiegati. Smentito ogni
possibile coinvolgimento degli aeromobili che gravitano attorno alle
strutture aeroportuali della Malpensa o di Cameri, fornisce una precisa
descrizione di quanto starebbe avvenendo il coordinatore cittadino del
Cau (Centro avvistamento Ufo) Mauro Roncaglia: «Un primo avvistamento
è stato segnalato il 21 agosto: alle 11,30 del mattino il cielo è
stato solcato da Sud-Est a Nord-Ovest da due grandi scie color antracite
provocate da un aeromobile non identificato». Qualche giorno prima si
era verificato un fenomeno ancora più strano che si è in parte
ripetuto nelle nottate successive: «Alle 23,30 del 17 agosto un oggetto
brillante si è fermato in cielo nei pressi della stella Arturo nella
costellazione del Boote per poi procedere a scatti. Simone Fardin da via
Aosta di Novara è riuscito a riprenderlo con una telecamera. Con
analoghe modalità l´evento si è ripetuto il 27 agosto ed ancora il 6
ed il 14 settembre. L´Ufo ha una forma cilindrica-esagonale con luce
stroboscopica intermittente».
(La Stampa ed. Novara)
22
Settembre 2002
Pallone sonda tra Emilia
e Romagna
Hanno pensato tutti a un Ufo, perchè
proprio un oggetto volante non identificato pareva, quel «pallone» che
ieri mattina, verso le 9 e 30, ha solcato (anche) il cielo di Pesaro.
Tempestati di telefonate i centralini di carabinieri e vigili urbani. Le
descrizioni dell'oggetto erano delle più varie: una specie di grossa
medusa, una enorme «salsiccia» stretta a metà, una strana
mongolfiera, ecc... Alla fine si è svelato l'arcano: si trattava di un
pallone sonda alla deriva. Era stato lanciato nell'area di Marsiglia
venerdì, ma i contatti si erano interrotti poco dopo. I venti da ovest
lo hanno trasportato sulla pianura padana dall'Emilia Romagna fino
all'Adriatico dove è stato visto con le sembianze di un Ufo. Un oggetto
volante normalmente adibito a misurazioni dei venti e delle temperature
ad alta quota, grazie a speciali strumenti che trasmettono, via radio, i
dati a terra. Insomma, un pallone finalizzato a misurazioni di tipo
meteo. Nei minuti successivi altre segnalazioni sono arrivate a dei
centri di volo di Padova da piloti di Air Dolomiti e di Minerva. E tutte
coincidevano con la prima informazione.
L'ufficiale dell'aeronautica di collegamento tra gli enti civili e
quelli militari ha chiesto informazioni al Cofa di Poggio Renatico
(Ferrara), dove ha sede il comando operativo delle forze aeree
nazionali. «I vostri radar hanno visto qualcosa?». La risposta degli
addetti è stata negativa. Anche perché il pallone sonda di materiale
plastico è permeabile alle onde elettromagnetiche.
(Il Resto Del Carlino ed. Pesaro)
19
Settembre 2002
Un microbo super
resistente
Tracce di vita su Venere:
nella sua atmosfera potrebbero prosperare microrganismi primordiali. A
suggerirlo - sostengono ricercatori della University of Texas - sono
alcuni composti chimici presenti nelle spesse nubi acide che gravitano
sul pianeta, e che fanno pensare alla presenza di forme di vita
microscopiche, come batteri e protozoi. Venere - spiegano sulla rivista
'New Scientist' Dirk Schultze-Makuch e Louis Irwin illustrando i loro
studi - ha un' atmosfera «relativamente ospitale». Analizzando i dati
raccolti dalla sonda russa Venera e dalle sonde americane Pioneer Venus
e Magellano, i due ricercatori hanno studiato l'acqua delle nubi
venusiane, riscontrando particolarità che puntano il dito verso
l'esistenza di microbi.
Hanno individuato cioè la presenza di solfuro di idrogeno e di biossido
di zolfo: due gas che interagiscono e che sulla Terra non si trovano mai
nello stesso microambiente. A meno che non provengano dal metabolismo di
qualche organismo che vive in questo microambiente e li produce. Ci sono
inoltre quote minime di monossido di carbonio, quando tutto indurrebbe a
credere di trovarne grandi quantità, vista la potenza delle radiazioni
solari che investono Venere, e la frequenza delle sue tempeste
magnetiche. La scarsità di questo gas fa pensare alla presenza di
qualche organismo che lo rimuove dall'atmosfera per il proprio
metabolismo. È stata proprio l'inattesa presenza dei primi due gas e la
scarsità del terzo a dare impulso all'ipotesi dell'esistenza di microbi
il cui metabolismo - come accade ad alcuni primitivi batteri terrestri -
per le principali funzioni vitali combina monossido di carbonio a
biossido di zolfo, e spesso anche a solfuro di idrogeno (acido
solfidrico) o un altro gas simile. La comunità scientifica ha accolto
con perplessità queste conclusioni, anche se molti
> studiosi credono che un tempo le temperature di Venere fossero
molto più basse di quelle infuocate attuali (70 gradi centigradi solo
nelle nubi) e che sul pianeta si trovasse acqua in quantità, abbastanza
da formare grandi oceani. Partendo da questo presupposto, stando a
Schultze-Makuch e Irwin, è lecito speculare che in un primo momento
siano emerse forme di vita primitive, bloccate sulla via dell'evoluzione
dai cambiamenti dell'atmosfera del pianeta, e che per sopravvivere
queste si siano ritirate nell'unica nicchia possibile: le nubi.
(Ansa)
19
Settembre 2002
Un microbo super
resistente
Un microbo
appartenente al ceppo batterico Deinococcus Radiodurans è in grado di
sopravvivere a dosi talmente elevate di radiazioni letali da
differenziarsi notevolmente dai comuni organismi evolutisi sul nostro
pianeta.
Il batterio resiste, secondo gli studi dei ricercatori dello Ioffe
Institute di San Pietroburgo, all’esposizione a dosi di radiazioni
migliaia di volte superiori al limite letale per l’uomo: potrebbe
dunque essersi evoluto in ambienti molto più ostili della Terra, forse
su superficie non protette adeguatamente dalle radiazioni solari, come
la superficie di Marte.
L’impatto con un asteroide potrebbe averne favorito la migrazione
“forzata” sulla Terra, all’interno di frammenti scagliati nello
spazio e in seguito precipitati a Terra come meteoriti.
A.Pavlov, dello Ioffe, è giunto a questa conclusione dopo aver tentato
di indurre in colonie del comune Escherychia Coli una mutazione per
riprodurre le capacità del Deinococcus.
Irradiando una normale colonia con raggi gamma a un centesimo della dose
letale per l’uomo, si è osservata dapprima la scomparsa del 99,9% dei
batteri ma, ripetendo 44 volte il ciclo, gli individui
“sopravvissuti” resistevano via via a dosi fino a 50 volte
superiori.
Per poter sviluppare una resistenza simile a quella del Deinococcus,
tuttavia, E.Coli dovrebbe passare attraverso migliaia di cicli, e la
quantità di radiazione necessaria è pari a quella che riceve la Terra
in 100 milioni di anni; le colonie batteriche dovrebbero resistere allo
stato quiescente per tutto questo tempo, prima di evolvere in qualcosa
di simile al Deinococcus, un lasso troppo lungo per giustificare una
simile evoluzione in ambiente terrestre.
Tuttavia su Marte gli stessi organismi riceverebbero una dose
equivalente nel giro di qualche centinaio di migliaia di anni; inoltre
è noto che l’assetto dell’asse di rotazione di Marte provoca
profonde differenze climatiche con periodo simile. Nei periodi più
sfavorevoli i batteri potrebbero entrare in quiescenza proprio per la
durata necessaria a sviluppare la resistenza osservata alle radiazioni.
La somiglianza del genoma di Deinococcus con quello di altri batteri
terrestri induce tuttavia a pensare a una sua più probabile evoluzione
sul nostro pianeta, ma rimane un mistero come abbia potuto sviluppare
una simile fantastica resistenza alle radiazioni.
(Coelum)
19
Settembre 2002
Acqua nella nostra
galassia
Tracce d'acqua sono state rilevate
nell'atmosfera di pianeti orbitanti attorno a stelle della nostra
galassia simili al nostro Sole. La notizia, riportata dalla rivista «New
Scientist», riferisce di una ricerca condotta dagli studiosi italiani
dell'Istituto per le Scienze planetarie di Roma, guidati dal professor
Cristiano Cosmovici.
Se la notizia venisse confermata, rileva la rivista, potrebbe voler dire
che la Galassia brulica di vita. «Potrebbe essere una scoperta storica
- ha sottolineato il prof. Cosmovici - in quanto potrebbe rappresentare
la prima individuazione di una molecola prebiotica in un pianeta al di
fuori dal sistema solare».
Il gruppo dei ricercatori italiani ha cercato di trovare l'acqua vicino
a 17 stelle, ognuna delle quali potrebbe avere sistemi planetari o nubi
di comete che le ruotano attorno.
Per portate avanti questa ricerca è stato utilizzato un radio
telescopio di 32 metri, installato vicino a Bologna, capace di
individuare nello spettro elettromagnetico dell'atmosfera di un pianeta
emissioni prodotte dalla presenza di molecole di acqua.
Tre dei sistemi planetari studiati hanno prodotto questa emissione, ha
detto Cosmovici illustrando nel corso di un congresso in Austria la
ricerca. Un primo sistema è in orbita attorno alla stella Upsilon di
Andromeda, a circa 50 anni luce di distanza. Ma segni di acqua sono
stati riscontrati anche nei sistemi di due stelle molto più vicine:
Epilson dell'Eridano, a 10 anni luce e Lalande 21.185, a 8 anni luce. «Questo
risultato sarebbe sconvolgente se si rivelasse vero» ha detto Geoff
Marcy, professore all'Università della California di Berkley.
Sebbene la scoperta della presenza di tracce di acqua non significhi
necessariamente che questi pianeti siano abitabili, ciò potrebbe
mostrare almeno che una delle componenti base per la vita è comune
anche a altri mondi. «L'acqua è in assoluto l'elemento primario per lo
sviluppo della vita», ha detto Hugh Jones dell'università di Liverpool,
entusiasta di questo primo passo.
La notizia è destinata a creare scalpore in tutti gli ambienti
scientifici che si occupano di astronomia. Ma è destinata a alimentare
anche le attese di quanti ritengono che esistono forme di vita
extraterrestre. Ovvero, se non i marziani, altri esseri potrebbero un
giorno venire in contatto con noi.
(Il Piccolo)
10
Settembre 2002
Strano avvistamento in
Veneto
Tre luci rosse molto intense sopra la
campagna. Non erano fuochi fatui, ma i bagliori provenienti da una
grande disco grigio sospeso nel cielo. Che poi è svanito,
allontanandosi zigzagando a velocità eccezionale. Allibiti di fronte
alla strana visione, Davide Ros e l'amica che viaggiava con lui in
motorino sulla strada che da Portorguaro porta a Latisana, all'altezza
dello svincolo per Bibione, hanno rallentato e si sono quasi fermati.
Per cinque minuti hanno seguito con gli occhi l'oggetto volante non
identificato.
Finchè è partito. Allora hanno tentato di seguirlo. Ma l'hanno perso,
vedendolo ancora per qualche istante prima che si dileguasse. Era la
sera del 30 agosto, in un orario compreso tra le 21.30 e le 22.00. Ma
solo ieri Davide Ros ha deciso di raccontare la sua incredibile
avventura.
Un avvistamento insolito e strabiliante, su cui ha riflettuto per
giorni. Poi la telefonata al noto esperto di ufo Antonio Chiumento che
ha immediatamente invitato il giovane di vent'anni nel suo studio.
Seduto al tavolo, fra libri, carte e documenti raccolti in decenni di
indagini Davide Ros ha ripercorso le tappe dell'inusitato episodio che
l'ha visto protagonista.
«Stavo percorrendo con un amica la strada che porta a Latisana.
Viaggiavamo a circa 40 km all'ora - ha iniziato - il cielo era stellato.
C'era una buona visibilità. A un tratto mi sono accorto che alla mia
sinistra a circa un chilometro da me c'era uno strano oggetto volante
con la sagoma di un disco ad un altezza di circa 30 metri dal suolo. Era
quasi fermo, oscillava leggermente. Aveva luci rosse non intermittenti,
ma molto intense». Quindi ha continuato scendendo nei particolari: «Ho
notato senza ombra di dubbio le sue dimensioni molto notevoli. Il colore
era grigio scuro». Infine, ha detto: «Dopo meno di 5 minuti
improvvisamente si è spostato a velocità incredibile verso Latisana,
procedendo a zigzag. L'abbiamo perso di vista a causa delle abitazioni e
degli alberi. In quel momento eravamo all'altezza di San Michele».
I due ragazzi non si sarebbero fermati perché la strada in quel punto
è molto trafficata. Nessun altro si sarebbe accorto di ciò che loro
hanno visto. In merito alla visione che ha trasformato una serata che si
annunciava spensierata in un evento, Davide non ha dubbi: «Ho pensato
subito che si trattasse di un disco volante - ha affermato - per la
forma, per le luci e perché era molto basso e del tutto silenzioso».
Quindi il coraggio di rendere nota la sua esperienza. «Sono stanco di
sentire gli scettici. Non si deve nascondere la realtà» ha continuato
mostrando il disegno che ha fatto per rappresentare l'anomalo oggetto.
«E' stata una esperienza straordinaria - ha concluso Davide - ero molto
emozionato. Adesso sono ottimista e sereno, perché so che non siamo
soli. Gli alieni possono farci da guida».
Accanto a lui Antonio Chiumento ha affermato: «È una caso meritevole
della massima attenzione. Il caratteristico movimento oscillatorio di ciò
che i due hanno visto è peculiare degli ufo».
(Il Messaggero Veneto)
AGGIORNAMENTO 24/09
Ci sono altri due testimoni delle visioni di ufo segnalate nei giorni
scorsi nel Veneto orientale e nel Latisanese. Toni Poles e Lorenzo
Rossi, entrambi di Latisana, ci hanno raccontato: «Domenica 8 settembre
sera, alle 22.30 circa, percorrendo la strada che collega Grado ad
Aquileia attraverso la laguna, abbiamo visto sulla destra, in direzione
di Ronchi dei Legionari, una luce gialla rotonda, fissa e molto più
grande di una stella e posizionata circa sulla verticale dell'aeroporto.
Nello stesso tempo giungeva dalla sinistra un aereo di linea, per cui
quell'oggetto non poteva essere un altro aereo. Trascorso circa un
minuto e avvicinandosi l'aereo sempre di più all'oggetto luminoso,
quest'ultimo ha cominciato a restringersi e ad assumere un colore rosso
intenso. Contemporaneamente ha iniziato a muoversi sempre più
velocemente in direzione nord, fino a scomparire in un attimo». I due
latisanesi hanno segnalato il fenomeno, benché sia passato del tempo,
per verificare se vi siano altri testimoni o conferme più autorevoli da
enti competenti.
(Il Gazzettino ed. Friuli)
6
Settembre 2002
La storia di Aliosha
La storia di "Aliosha", un piccolo
extraterrestre che sarebbe stato ritrovato in Russia alcuni anni fa,
andrà sugli schermi grazie all'emittente giapponese "Asahi-Tv".
Il film riporta alla ribalta un caso che fece clamore nell'ex Unione
sovietica e fu paragonato a quello di Roswell, l'alieno che sarebbe
atterrato in Usa ancora vivo e trasportato in un centro sotterraneo
americano per sottoporlo a ricerche scientifiche. Grande l'attesa dei
russi.
Come vuole una delle più famose leggende americane, nel 1947, a Roswell,
nel New Mexico, un alieno atterrò con la sua astronave. Era ancora vivo
quando venne trovato e trasportato in una misteriosa base sotterranea.
Qui, pare che Roswell abbia continuato a vivere per diverso tempo,
consentendo ai ricercatori di fare importanti, e altrettanto misteriose,
scoperte scientifiche.
La storia di "Aliosha", invece, - che sta suscitando in Russia
enorme interesse - non sarebbe stata altrettanto "fortunata".
Ritrovato nel 1996 nela regione di Celiabinsk, sui Monti Urali, da una
donna, il piccolo E.T. - non più grande di un coniglio - non
sarebbe sopravvissuto a lungo. Colpa degli scettici, dice la leggenda.
La donna, infatti, sconvolta dal ritrovamento, dopo aver soccorso
l'extraterrestre, ne avrebbe parlato ansiosa con i vicini di casa. E
sarebbe stata subito ricoverata in neurologia. Non potendo più ricevere
amorevoli cure "Aliosha" sarebbe morto di stenti. Come ricorda
Vasili Goloshiapov, il regista russo che ha collaborato al documentario
giapponese, sul caso si aprì un'inchiesta e la polizia locale filmò il
corpo dell'alieno, poi consegnato a un'ufologa. Le immagini di allora
sarebbero uno dei pezzi forti del documentario nipponico.
Ma dov'è finito "Aliosha"? Due le leggende. La prima vuole
che il piccolo corpo dell'Ufo sia stato recuperato da un'astronave, la
seconda - meno "romantica" - parla di misteriosi uomini in
nero, venuti da Mosca per rapirlo.
(TGCom)
4
Settembre 2002
"Ho visto un ufo, ne
sono sicura"
«Era un oggetto luminoso come una stella,
pulsante, che si muoveva a scatti irregolari». Incontri ravvicinati del
terzo tipo a Reggio?
Così inizia la testimonianza di Lara Zarotti, impiegata in un'agenzia
di viaggi, convinta di essersi trovata di fronte a un «Ufo» nella
notte del 26 agosto. «Eravamo sulla statale di Rivalta - spiega - con
il mio fidanzato, all'altezza dell'istituto Tricolore. Erano le 21,20.
D'improvviso mi sono accorta di una lucina lampeggiante nel cielo, più
grande delle stelle, più forte, era difficile non vederla. Viaggiava
dal lato guidatore, parallela all'auto. Pensavo fosse un aereo ma di
scatto ha cambiato posizione, attestandosi alla nostra destra: un
movimento difficile per un aereo, segue sempre una rotta precisa».
Gli elementi che confermerebbero l'accaduto sono altri, secondo Lara. «Il
movimento dell'auto poteva ingannare, facendo apparire in movimento
corpi fermi. Ci siamo fermati in un piazzale buio nella zona del Peep.
In tutta l'area, d'improvviso, è aumentato enormemente il cicaleccio
degli insetti, molto forte». Poi Lara offre quella che a suo parere è
la definitiva conferma. «Eravamo fermi. La lucina levitava, zigzagava
con movimenti incerti. Di scatto tornava indietro. Aumentava e si
riduceva come se pulsasse, l'ho imputato a un movimento avanti e
indietro verso di noi. Ha assunto un moto circolare. Abbiamo smesso di
guardare per dieci minuti e al nostro ritorno era scomparso, senza
rumori. Il cicaleccio degli insetti si era ridotto». Va detto che Lara,
come il fidanzato, è appassionata di ufologia e per nulla sconvolta
dall'evento, fatto che potrebbe autorizzare ragionevoli dubbi. «Sono
un'appassionata e ho segnalato l'accaduto al Centro ufologico nazionale.
La risposta è stata che si è verosimilmente trattato di Ufo, a Reggio
è già successo». Proprio a Ferragosto il Centro ufologico avrebbe
registrato attività di volo sospette, confermate da alcune
testimonianze. A Campagnola, la notte del 15 gli abitanti hanno udito un
enorme boato nel cielo, alcuni hanno visto luci dai movimenti irregolari
e denunciato cellulari rotti e danni alle apparecchiature elettriche. Un
fatto già accaduto a Reggio, secondo Lara. «Nel 2000 ad
Arceto, ho visto un Ufo, ma non così nitido». L'invito che la ragazza
lancia ai reggiani è di riferire al Centro ufologico eventi inconsueti
come quello raccontato.
(Gazzetta di Reggio Emilia)
24
Agosto 2002
Addio X-Files
Orfani di «X-Files», i fans americani
saranno accontentati: la Sony e la Century Fox hanno deciso di
realizzare un secondo film sui misteri di X-Files per il 2003. L'unico
modo per ripagarli di nove anni di avventure, di alieni e fenomeni
cosmico-paranormali: l'ultima puntata, tra manifestazioni e
commemorazioni di ogni tipo, è andata in onda negli Usa a maggio. E in
Italia la vedremo domani in prima serata su Italia 1. Proprio in questo
periodo - grazie ai cerchi altrettanto misteriosi del film «Signs» con
Mel Gibson, anticipati da uno degli episodi della serie tv -, «X-Files»
ritorna in tante citazioni, articoli e lettere di fans-orfani sui tanti
siti del web dedicati al serial. Qualcuno ha ventilato la possibilità
che a dirigere il secondo film sia proprio David Duchovny, l'agente Fox
Mulder, che in passato ha co-sceneggiato e diretto alcuni episodi.
L'attore - che non sarà a Venezia per la presentazione di «Full
Frontal» di Soderbergh e che sarà presto sui teleschermi americani in
un episodio della popolare serie «Life with Bonnie» - smentisce. Ma
ammette di essere informato della realizzazione di un secondo film, dopo
quello da lui interpretato nel 1998, e non esclude la sua partecipazione
come guest star, in qualche modo, al progetto. David, infatti, anche se
ribadisce che «X-Files» «appartiene al mio passato», resta legato al
serial scritto dall'amico Chris Carter, che condivide con lui la
passione per il cinema di Scorsese, Coppola e De Palma.
David ha sempre collaborato ai copioni e non ha esitato, rendendo felici
milioni di telespettatori, a riapparire nell'ultimo episodio della
serie, prima che si spegnesse il video sulle avventure del terzo tipo
del suo Mulder e della poliziotta dell'ignoto, Dana Scully-Gillian
Anderson. Per l'ultima puntata lunga due ore, lo sceneggiatore Carter ha
fatto le cose in grande («volevo rispolverare tutta la mitologia di
"X-Files" e costruire un film vero dentro l'ultimo atto del
serial», dichiarò): e negli Usa sono stati oltre venti milioni i
telespettatori mentre, in quei giorni, ovunque veniva pubblicizzato
l'atteso ritorno di Mulder. Che, dopo essersi introdotto in una base
segreta dove il Governo americano sta sperimentando un vaccino, viene
arrestato perché nessuno vuole che sveli come sarebbe possibile
trasformare gli umani in alieni. Imputato di fronte alla Corte Marziale
e destinato alla sedia elettrica, Mulder si difende mentre sul banco dei
testimoni ritornano molti amatissimi protagonisti dei nove anni di
repliche, compresa Annabeth Gish, l'agente speciale dell'Fbi Reyes.
Chris Carter, interrogato sulla possibilità di un nuovo film, ha
dichiarato: «La Fox vuole produrlo, è previsto, ma ci vuole una storia
forte, adatta al grande schermo, che non faccia riferimento alle
intricate vicende tv».
(Corriere della Sera)I dischi volanti, discreti ed elusivi come sempre,
sono tornati a danzare quest'estate nei cieli del mondo. A Londra sono
scesi in terra come straordinari pittori di autoritratti. Negli Stati
Uniti hanno inscenato in velocità spettacoli gioiosi di luci, colori e
forme. Non è un caso che ciò accada nei periodi di forti spaventi
terrestri. Guerre, bombe, stragi, orrende morti, ci hanno annichiliti in
quest'anno appena trascorso e ci annunciano un futuro minaccioso a cui
è difficile frapporre una pausa di vacanza. C'è voglia di un miracolo
che conceda una tregua. Il fenomeno degli Ufo, sotto vesti diverse, si
ripete del resto ogni volta che viene scardinata la gracile sicurezza
dell'uomo: ed allora anche soltanto il sogno di un salvataggio celeste
dal baratro nero dell'angoscia può renderci salvi, giusto lo spazio di
un'estate. La letteratura fantascientifica ha dipinto molto spesso gli
ultraterrestri come terribili e aggressivi nemici dell'uomo. Ma queste
sono solo proiezioni fantastiche di letterati, scontenti per
professione. Chi, fra la gente comune, dice di aver visto gli
extraterrestri, ne ha riportato comunque un senso di protezione. Ha
raccontato un tripudio di forme colorate e luminose come nel Paradiso
dantesco. Le anime angeliche di Dante, disposte a croce, ad aquila, fino
a formare la «candida rosa» dell'Empireo, esprimevano al poeta
stupefatto il loro ardore di carità. Chi ha avvistato i dischi volanti
quest'estate ha sognato, per un attimo, se non una redenzione celeste
una più modesta, ma immediata, risoluzione ai propri affanni d'ogni
giorno. Che gli Ufo siano proiezioni di un desiderio collettivo, di «angeli
tecnologici» mandati giù dal cielo perché portino via e gettino in un
buco nero dello spazio gli uomini della guerra, della mafia e del
terrorismo?
(Corriere della Sera)
23
Agosto 2002
Messaggio alieno
Che diavolo vuol dire «EELRIJUE»? Una
parola magica? Un messaggio in codice? Un banale errore di scrittura che
distorce un'altra parola? Ma quale parola? Chi ha delle soluzioni da
proporre si faccia avanti, dal momento che anche grandi esperti dei «cerchi
nel grano» come Paul Vigay o Eltjo Haselhoff hanno gettato la spugna.
Ma quello del significato di EELRIJUE sembra essere rimasto l'ultimo
mistero sulla «faccia dell'Alieno» apparsa lo scorso 15 agosto alla
Crabwood Farm House nello Wiltshire, il più spettacolare, il più
complesso, il più intrigante «crop circle» di tutti i tempi. La
comunità degli esperti ha già emesso il suo verdetto attraverso
Internet: magnifico, fantastico, complimenti, ma di evidentissima
origine umana. Insomma: «super-hoax», bufala di prima categoria,
qualificazione, peraltro, che nella comunità dei cerchiofili è tutt'altro
che dispregiativa. C'è tanto da imparare da questa «hoax». La sua
apparizione non è stata inattesa (è stagione), ma è stata comunque
impressionante. Una formazione di 108 metri per 75, costituita da un
rettangolo con il disegno di una faccia di un alieno, assimilato dagli
esperti al «Balok» di «Star Trek», accostato da un cerchio denso di
messaggi. L'immagine -effetto stupefacente- era stata «ricamata» sul
grano in due dimensioni in modo da fornire un effetto tridimensionale se
osservata dall'alto. Lucy Pringle ci volò subito sopra, prese alcune
foto da spedire alla comunità via Internet e pensò: «Un lavoro di
fino». «La più bella formazione mai vista, superiore anche ai cerchi
di Milk Hill e all'«Arecibo Replay» di Chibolton dello scorso anno»,
decretò la comunità. Ma gli autori non erano comunque riusciti a
creare quella che i cerchiofili chiamano «una formazione portentosa»,
una di «incontrovertibile» origine aliena. Sulla base di una
segnalazione arrivata via e-mail da David Kingston, Haselhoff ha
concluso che il cerchio era costruito come un Cd, scritto in codice
binario. Gli autori hanno utilizzato il codice Ascii (American Standard
Code for Information Interchange) di 128 caratteri impiegato dai
computer. Ora, perchè un alieno avrebbe dovuto usare un linguaggio
creato negli Anni ´60 per scopi limitati, invece del cirillico o del
cinese? E perchè, poi, usarlo al fine di creare un messaggio in lingua
inglese? «Un´elaborata bufala -ha concluso Halhoff- piena di logica
umana».
Vigay, riflettendo sul ritorno della figura dell´«extraterrestre
malevolo» nell'ultimo film di Night Shyamalan - guardacaso proprio sul
fenomeno dei cerchi -, sospetta un nuovo intrigo disneyano per
screditare gli alieni (e promuovere il botteghino). Resta il fatto che
la tecnica impiegata per costruire la formazione di Crabwood Farm ha del
prodigioso. Si sa che gli strumenti tradizionali dei cerchiofili sono
picchetti, tagliaerba, corde e assicelle. Ma, in questo caso, qualcuno
ha sentito un elicottero volare nella notte sul campo. L'ipotesi è che,
con l´aiuto di un Gps controllato da un computer, l´elicottero
guidasse la tracciatura del disegno tridimensionale. E c'è un altro
notevolissimo avanzamento tecnico. La faccia di Chibolton, per esempio,
era stata realizzata con una tecnica a «punti» di varia grandezza. La
faccia di Crabwood Farm è stata invece realizzata con linee
orizzontali, modulate in modo da creare le sfumature di grigio. In altre
parole, si tratta di un´immagine simile a quelle riprodotte dalla
televisione, invece che a quelle delle fotografie e dei giornali. Da
dove salta improvvisamente fuori questa tecnica così sofisticata? I «circlemakers»
non nascondono una certa fierezza sui loro progressi. Ecco perchè, come
succede in questi casi, i santoni della comunità non hanno esitato a
mettere in campo i risultati dei loro studi pluriennali.
L'immagine del disco, per esempio, è stata accostata a quella di un «mandala
cimatico», quelle figure create dalla vibrazione dei suoni musicali a
cui si dedicò il tedesco Enrst Chladni. Ma si è anche pensato alle
vecchie «scatole musicali» vittoriane, introdotte dall´orologiaio
svizzero Antoine Favre. Altri non hanno trascurato di tracciare analogie
tra la proiezione tridimensionale del diagramma e l´Entropia dei Buchi
Neri. Insomma, anche quest´anno, grazie alla faccia di Crabwood Farm,
la comunità dei circlemakers» ha avuto di che fantasticare e
divertirsi. Resta un po' di delusione per la banalità di quel messaggio
decodificato: «Diffida dei portatori di FALSI regali & le loro
PROMESSE NON MANTENUTE. Molto DOLORE ma ancora tempo. EELRIJUE. C´è
del BUONO là fuori. Opponiamo il tradimento. Canale IN CHIUSURA suono
di campana». «Ok, staremo attenti ai falsi regali, ma questo lo
sapevamo già», hanno commentato con una punta di delusione i «circlemakers».
L'espediente delle maiuscole per rendersi misteriosi. E quel EELRIJUE?
Sul testo si poteva fare meglio.
(La Stampa)
23
Agosto 2002
Fuori legge la radio che
capta ET
"Ritirate dal mercato quella radiolina, intercetterebbe frequenze
off limits, forse addirittura extraterrestri". L'allarme sarebbe
partito direttamente dalla Nasa che avrebbe chiesto alle autorità
competenti di ritirare dal mercato la "Portable Audio Laboratory"
(Pal), un apparecchio radiofonico creato dell'italo-americano Tom De
Vesto con un "cuore" tecnologico cinque volte più potente
delle normali radio in circolazione. A complicare la faccenda, l'affetto
con la quale l'apparecchio è stato accolto dagli americani, che ne
hanno fatto un oggetto di tendenza, con la conseguenza che in giro per
gli States di ce ne sono a migliaia. Piccola (misura 9x16x8 cm e pesa
1,20 Kg) e ad alta fedeltà, la Pal deve alle sue
capacità straordinarie di captare ogni segnale radio la sua sfortuna.
Che adesso rischia di diventare fuori legge.
A mettere in pericolo la vita stessa della radiolina - prodotta dalla
Tivoli Audio e diffusa in Italia su Blablanews.com - sarebbero stati gli
esperti dell'Agenzia spaziale americana, preoccupati perché Pal è in
grado di intercettare i segnali inviati dalle sonde spaziali sulla
Terra. E c'è addirittura chi (il sito internet Spaceandtech.com)
sostiene che la radiolina sia in grado di captare le frequenze
extraterrestri. E questa ipotesi avrebbe fatto mobilitare gli agenti
americani esperti in X-files: "Si tratterebbe di suoni basati su
tonalità estremamente acute, impercettibili su ogni altro apparecchio
radiofonico - scrive Spaceandtech.com - suoni intercettabili su
frequenze non utilizzate da alcuna emittente radiofonica".
Le straordinarie capacità di Pal sono dovute a Henry Kloss, un
geniaccio che in passato ha creato la leggendaria Model One, e che ha
fatto della PAL una specie di postazione di ricezione in miniatura,
dotata di un sistema ecologico di ricarica con batterie al NiMH (prive
di effetto memoria e senza mercurio) che garantisce un'autonomia fino a
16 ore. Le sue caratteristiche l'hanno fatta diventare un oggetto di
culto soprattutto tra i ricconi americani, che possono servirsene sugli
yacht, da dove il sofisticato sistema di ricezione (Authomatic Frequency
Control, lo stesso utilizzato proprio dalla Nasa) permette di
sintonizzarsi anche in mezzo all'Oceano. Inoltre, Pal è impermeabile e
con un design accattivante. Tanto da essere desiderata anche da alcuni
nomi dello spettacolo e dello sport. Pare che l'abbiano acquistata Tom
Cruise, Jennifer Lopez e Dennis Conner, lo skipper di Stars &
Stripes, barca che in questi giorni si appresta a navigare verso
Auckland, dove si svolgerà la Coppa America.
Per il momento l'azienda non smentisce le voci che mettono al bando la
radiolina portatile. Ma Pal è già stata ritirata da molti negozi
americani e non per ragioni legate a difetti di funzionamento o
fabbricazione. Tuttavia dei 40 mila esemplari messi in vendita
dall'inizio di luglio, oltre 35 mila sarebbero già stati venduti e
quindi rimangono in circolazione. Da alcune settimane inoltre Pal è in
vendita anche in Italia. Ne sarebbero stati distribuiti già cinquemila
esemplari. E dalle nostre parti nessuno ha ancora protestato per le
capacità di catturare le onde radio.
(Il Nuovo)
19
Agosto 2002
Strana creatura in India
Il più popoloso degli Stati dell'India, l'Utter
Pradesh, è travolto dal terrore del «mostro che artiglia al volto».
Quello che viene descritto come una «creatura luminosa venuta dallo
spazio» o un «insetto mutante con gli artigli» ha gettato
letteralmente nel panico la regione, provocando rivolte e linciaggi.
I testimoni sopravvissuti ad assalti notturni del mostro non sono stati
finora in grado di dare una descrizione univoca dell'aggressore. Anche
la polizia, che ha riferito della morte di due persone e del ferimento
di diverse altre in conseguenza degli attacchi, non dà descrizioni
univoche di questa fantomatica creatura. Alcuni rappresentanti delle
forze dell'ordine l'hanno descritta come un «essere extraterrestre»,
altri come «insetto tecnologicamente sviluppato» che emette luce rossa
sul davanti e blu sul retro. C'è chi parla di un esperimento di una
potenza nemica, con ovvio riferimento al Pakistan. E gli scienziati,
ovviamente, affermano che non ci sono prove neppure dell'esistenza di un
simile essere.
Quel che è certo è che la popolazione di molti villaggi è in preda al
panico. Alcune persone, sospettate di essere dei «Muhnochwa», sono
state uccise e una persona è morta domenica quando la polizia ha aperto
il fuoco contro la folla inferocita di un villaggio a 70 chilometri
dalla capitale dell'Uttar Pradesh, Lucknow, che accusava le forze
dell'ordine di non fare abbastanza per fermare la creatura.
(Corriere.it)
13
Agosto 2002
Ufo filmato a Monselice
«Siamo di fronte ad un oggetto di chiara
origine non terrestre, riconducibile nella forma, nel movimento e nella
luminosità, ad altri avvistamenti avvenuti in varie parti del mondo
negli ultimi tre anni».
Antonello Lupino, direttore del Centro Ufologico Internazionale di
Rovigo, si dice certo che l'avvistamento del 7 agosto scorso (avvenuto
dalle ore 19,50 alle 21) fatto da due turisti emiliani in visita a
Monselice abbia riguardato un Ufo. Lupino ha analizzato per giorni, con
i suoi collaboratori, il filmato realizzato dai due amici di Misano. «Si
vede chiaramente l'evoluzione di un oggetto luminosissimo - chiarisce
Lupino - avente forma triangolare, con un cerchio all'interno dell'area
visibile».
«L'oggetto, dopo alcuni istanti di staticità - aggiunge Lupino -, si
muove con brevi spostamenti orizzontali e quindi, verso la fine
dell'avvistamento, compie una manovra in orizzontale che lo fa salire,
secondo una nostra stima, da quello che si può vedere nel filmato, di
circa 1000 metri in pochi secondi. L'oggetto ha una forma triangolare,
con il vertice verso l'alto rispetto alla posizione dell'osservatore.
Circa a meta del filmato originale, inverte questa sua posizione, ed il
vertice risulta capovolto verso il basso». Il tutto è stato ripreso
con una telecamera Philips Explorer nel cielo soprastante il centro
urbano di Monselice, con l'ausilio di un cavalletto per la stabilità
dell'immagine. Le manovre che compie l'oggetto sarebbero inusuali anche
per velivoli di concezione avanzata, quali i «Black Projects», da cui
derivano i Tr3/b Black Manta e l'Aurora, e avrebbero sicuramente ridotto
in poltiglia un equipaggio umano visto che si sarebbe dovuta formare una
propria atmosfera, in grado di contrastare l'enorme pressione esercitata
da un'accelerazione così violenta. L'oggetto inquadrato nel video
girato a Monselice, sarebbe della stessa tipologia di quello ripreso ad
Ummari (Trapani) lo scorso anno, sempre in agosto, dai coniugi
Tamburino, nonché sulla riviera Romagnola dal mese di aprile sino al
mese di maggio di quest'anno. Il Centro Ufologico Internazionale, che ha
sede a Boara Polesine, attende altre testimonianze sul recente
avvistamento di Monselice per completare l'analisi del fenomeno. [...]
Per gli ufologi quindi l'avvistamento dell'anno scorso nel quartiere
Marco Polo riguardava un progetto avanzato di tecnologia terrestre,
mentre l'avvistamento del 7 agosto scorso avrebbe mostrato un qualcosa
di superiore a tutti i progetti segreti di velivoli avanzati.
(Il Mattino di Padova)
11
Agosto 2002
Ufo, una sindrome
psichiatrica
Tutti sintomi di una precisa sindrome
psichiatrica, quella da extraterrestri. Uno studio inglese, pubblicato
sulla rivista "Cognitive Neuropsychiatry", ha studiato il
racconto di persone convinte di aver vissuto incontri ravvicinati,
individuando alcune caratteristiche comuni, che sembrerebbero dipendere
dalle stesse alterazioni del funzionamento cerebrale. Psicologi
dell'Università di Londra hanno analizzato i racconti di persone che
riferivano di aver incontrato gli alieni e di essere stati portati sulle
loro astronavi.
Tutti erano assolutamente convinti della verità delle loro esperienze,
nonostante la evidente mancanza di realismo dell'accaduto e dei
particolari riportati. I ricercatori hanno perciò cercato di capire
quali disfunzioni neuropsicologiche potevano accomunare e motivare
questi falsi ricordi. I risultati hanno individuato quattro diversi
disturbi coinvolti nell'insorgenza di questa sindrome: essere affetti da
brevi episodi di paralisi durante le fasi di sonno, avere difficoltà a
distinguere i ricordi veri da quelli falsi, tendenza leggermente
superiore al normale alla psicosi e alla dissociazione e presenza di
anomalie nell'attivazione dei lobi cerebrali temporali.
Secondo i ricercatori, sicuramente più favorevoli alla scienza che alla
fantascienza, questo profilo psichiatrico definirebbe una vera e propria
"sindrome da extraterrestri" che, al di là dei pregiudizi e
delle facili ironie, andrebbe studiata e approfondita in quanto tale.
(Il Tempo)
09
Agosto 2002
Ufo filmato a Monselice
A distanza di un anno è ancora allarme Ufo
a Monselice. Mercoledì sera alle ore 21 c'è stato un avvistamento che
ha dell'incredibile. Due turisti di Misano Adriatico hanno notato in
cielo un oggetto a forma triangolare dalle dimensioni enormi.
Inizialmente l'oggetto procedeva lentamente, poi ha iniziato a correre
in maniera impressionante. Aveva delle uci colorate ed è sparito
all'orizzonte nel giro di pochi istanti. «Il tutto è stato filmato dai
due turisti - chiarisce il direttore del Centro Ufologico Internazionale,
Antonello Lupino - che hanno fatto in tempo a riprendere tutta la scena,
con lo zoom. Sono due persone dall'occhio allenato che già in altre
occasioni ci hanno fornito documentazione importante».
La cassetta contenente il filmato è stata spedita per posta prioritaria
al Centro Ufologico. «Nel giro di una settimana analizzeremo i singoli
fotogrammi e potremo esprimerci sull'attendibilità della visione -
aggiunge Lupino -. Comunque conosco bene i due cineoperatori e posso
assicurare che non si tratta di un semplice aereo». A Monselice altre
decine di persone avrebbero visto l'Ufo transitare in cielo. I due amici
di Misano Adriatico erano usciti dall'autostrada quando hanno notato
l'oggetto. E lo hanno subito filmato. Antonello Lupino non vede l'ora di
poterlo analizzare.
L'ufologo era già intervenuto a Monselice per studiare il fenomeno di
circa un anno fa quando almeno quattro donne del quartiere Marco Polo
videro un oggetto non identificato. «Quella sera sui cieli di Monselice
potrebbe essere transitato un aereo Tr3a "Black Monta" -
chiarisce Lupino - che faceva parte dei "Skunk Works" i
progetti segreti statunitensi, chiamati anche "progetti neri",
sviluppati dalla Boeing per l'evoluzione di progettazioni di velivoli
non convenzionali». [...]
(Il Mattino di Padova)
08
Agosto 2002
F-16 a caccia di ufo
Due caccia F-16 di vedetta anti-terrorismo
impegnati nel cielo di Washington contro un nemico misterioso. Ma
stavolta si trattava di Ufo.
L'avvistamento degli «oggetti volanti non identificati», sul
Campidoglio, l'edificio che ospita il Congresso, è avvenuto proprio
nella notte del cinquantesimo anniversario dell'ultimo «allarme Ufo»
nell'area, il 26 luglio, ma l'evento è stato reso noto solo ieri.
Centinaia di persone hanno denunciato alle autorità di avere sentito
rumori in cielo e di avere visto luci blu. Il comando aerospaziale della
Difesa nord-americana (Norad), ha fatto subito alzare in volo due F-16:
anche alcuni uomini radar del National Airport, un aeroporto della
capitale, hanno notato sui loro schermi oggetti non identificati. Il
Norad ha fatto sapere che gli F-16 non hanno rilevato nulla di anomalo e
sono atterrati poco dopo.
(La Stampa)
06
Agosto 2002
Jet sfiorato da oggetto
sconosciuto
Fu sfiorato prima di
precipitare da un oggetto sconosciuto - delle dimensioni di un razzo, ma
apparentemente privo di fiamma - il caccia Sukhoi-27 dell' aeronautica
militare ucraina che il 27 luglio scorso causò una strage (83 morti) a
Leopoli,in Ucraina occidentale, abbattendosi sulla folla durante una
esibizione. La clamorosa rivelazione è emersa da un filmato inedito
della catastrofe scovato dalla tv tedesca Rtl e riproposto dalla tv
russa Ntv. Le immagini mostrano che, nel pieno della sua evoluzione e
prima di sfuggire al controllo dei piloti, il caccia incrocia la
traiettoria di un oggetto che procede in linea retta ad alta velocità.
(La Stampa; Ansa)
29
Luglio 2002
Aeronautica e ufo
Anche quelle segnalazioni
relative a possibili oggetti volanti non identificati. Ed e esiste un
ufficio apposta che raccoglie tutte le segnalazioni, anche quelle
provenienti da cittadini comuni. «In base a tutti i dati forniti dal
nostro sistema di sorveglianza della difesa aerea, si apre un'inchiesta,
si effettua un rigoroso screening e si cercano risposte sulla veridicità
delle informazioni raccolte. A riferirlo è Andrea Nativi, tra i
maggiori esperti italiani di difesa e direttore della rivista «Difesa».
Riguardo la possibilità che nei cieli del nostro Paese siano mai stati
intercettati Ufo o segnali di extraterrestri, Nativi riferisce: «Sembra
che alcuni piloti militari italiani abbiano visto e intercettato
velivoli volare a velocità ampiamente supersonica che difficilmente
risultano compatibili con mezzi aerei finora conosciuti e realizzati
dall'uomo».
«Va detto, però, che sono tante le segnalazioni che arrivano ogni anno
di "oggetti volanti non identificati" che arrivano ogni anno
al sistema di sorveglianza dell'Aeronautica militare italiana, ma questo
- spiega Nativi - non vuol dire che si tratti davvero di Ufo o di
extraterrestri. Ecco perché, a fronte di segnalazioni particolari, i
responsabili della difesa aerea - ribadisce Nativi - aprono un'inchiesta,
effettuando uno screening per verificare le informazioni raccolte».
«Certo se la segnalazione arriva da un pilota militare, da una persona
esperta quindi, allora possono partire anche controlli incrociati con i
Paesi limitrofi al nostro» conclude Andrea Nativi, ricordando che «il
sistema di sorveglianza aerea della Difesa italiana è integrato con
quello dei Paesi Nato».
Intanto, l'80 per cento degli italiani crede che gli extraterrestri
esistano davvero. Un bel plotone di nostri concittadini che, da quanto
riferisce il sondaggio riportato da «AirPress», «crede nella
possibile esistenza della vita al di fuori della Terra». Una fede che
non cattura solo gli italiani, visto che, in uno dei tanti test
realizzati negli Usa, emerge che ben il 53 per cento degli americani è
convinto che esistano gli extraterrestri.
Ma gli extraterrestri non sono solo un atto di fede della nostra
fantasia «terra-terra». Ad affrontare ancora una volta il tema di
possibili forme di vita aliena, a parlare di esobiologia, cioè di vita
extraterrestre, saranno anche numerosi scienziati che si riuniranno a
Gaz, in Austria, dal 16 al 19 settembre prossimo, per la seconda
edizione del workshop europeo di biologia spaziale ed astrobiologia,
organizzato dall'ente spaziale europeo Esa.
Ma mentre si guarda con ansia alla prossima missione Mars Express che
porterà nel 2003 il robot-lander di exobiologia, Beagle 2, sul pianeta
rosso, ed i razzi pronti a mettere in orbita le sonde di ultima
generazione scaldano i loro motori, gli scienziati dell'Esa lanciano
avvertimenti chiari: non immaginiamoci di imbatterci in «personaggi»
del tutto simili a noi.
«Per come la conosciamo, la vita può originarsi solo in presenza di
acqua - ricordano ancora dall'Esa - in modo da potersi associare con
atomi di carbonio, ossigeno, azoto, idrogeno, zolfo, fosforo. Ma posto
questo, si è verificato che la vita può avere luogo in condizioni
molto diverse fra loro: soluzioni acide oppure soluzioni alcaline. O
ancora: temperature estremamente elevate oppure assai basse».
(Il Tempo)
26
Luglio 2002
Su Marte in cerca di vita
Una
nuova sonda spaziale inglese che sarà mandata su Marte sta per essere
ultimata. L’assemblaggio finale di Beagle 2 avverrà alla Open
University di Milton Keynes in Gran Bretagna e, quando sarà terminata,
partirà insieme alla nave spaziale Mars Express dell’Ente Spaziale
Europeo. L’astronave dovrebbe atterrare sul pianeta rosso nel dicembre
del 2003. Beagle 2 avrà il compito di indagare la superficie di Marte
per analizzare le rocce rosse e il terreno e per cercare segni di vita.
“E’ un giorno importante - ha detto il professore della Open
University Colin Pillinger alla Bbc online - perché incominciamo a
costruire qualcosa che probabilmente finirà su Marte ”. La sonda deve
essere pronta per il dicembre di quest’anno dal momento che in quella
data sarà spedita alla piattaforma di lancio nel Kazakhistan. Per
assemblare Beagle 2 è stato necessario costruire una stanza apposita
resa sterile per evitare che eventuali micro-organismi e altre forme di
contaminazione si depositino sulla navicella.
Mars Express è la prima missione dell’Ente Spaziale Europeo, il cui
lancio è previsto per l’estate 2003, che esplorerà il pianeta rosso.
Quando arriverà su Marte osserverà il pianeta con i suoi strumenti e
calerà sulla superficie Beagle 2. Nello stesso periodo anche la Nasa
invierà un’astronave e alcune sonde su Marte. Entrambi le missioni
hanno lo scopo di cercare sul remoto pianeta l’acqua e di trovare
qualche segnale di vita, passato o presente.
(Il Nuovo)
23
Luglio 2002
Rapito dagli alieni
Se non fosse realmente
accaduto sarebbe forse da raccontarla ad un amico a mo' di barzelletta.
E immaginiamo le risate dei tanti bagnanti, molte delle quali sin troppo
ingenerose, quando hanno sentito quell'uomo che raccontava ai
carabinieri di essere stato rapito... dagli alieni. Ore 17 circa,
spiaggia di Falconara, zona Disco. Il proprietario di uno stabilimento
balneare chiama i carabinieri: «Un uomo si dimena in riva al mare,
parla da solo, entra ed esce dall'acqua continuamente». I militari
arrivano. Lo bloccano e lo identificano: M.G., 44 anni, residente a
Narni, in Umbria. Non si sa cosa ci faccia sulla spiaggia di Falconara.
Quel che esce dalle sue labbra, però, i carabinieri lo capiscono
subito: «Sono stato rapito dagli alieni - dice -. Devo mettere i piedi
in acqua perchè sennò il satellite degli ufo riesce ad individuarmi».
E giù altre storie fantascientifiche che fanno chiaramente intendere ai
carabinieri di essere di fronte ad una persona in stato confusionale. I
militari allertano il 118. Alla vista del medico, il 44enne comincia a
dare in escandescenze. Tenta persino di lanciarsi sotto le auto in
transito lungo la Flaminia. Ma alla fine viene bloccato e portato
all'Umberto I di Ancona. Il viaggio è finito.
(Il Resto del Carlino)
6
Luglio 2002
Missile o ufo?
Un oggetto misterioso è
passato nelle primissime ore di ieri accanto ad un aereo di linea
israeliano della El Al nello spazio aereo ucraino e il pilota, che ha
visto un grande bagliore accecante, ritiene che possa essersi trattato
di un missile, anche se apparentemente non sparato contro l'aereo.
Il velivolo, proveniente da Tel Aviv è poi atterrato regolarmente e
senza danni a Mosca alle 01,35 ora locale (11,35 di ieri italiane) per
poi ripartire alla volta di Israele. In patria il pilota, esperto e con
un passato nell'aviazione da caccia israeliana, è stato preso molto sul
serio. In Ucraina, al contrario fioccano le smentite. Il ministro della
difesa Shkidchenko e il presidente Kuchma, escludono che possa essere
stato un missile lanciato da un poligono nazionale: nessun lancio è più
stato fatto dall'ottobre scorso quando proprio un missile ucraino fuori
rotta aveva abbattuto un Tupolev russo uccidendo le 78 persone a bordo.
Anche allora Kiev smentì per poi, alla fine, ammettere. Il comitato
russo dell'aviazione (Iac) lancia l'ipotesi che il «bagliore»,
rilevato anche da un pilota russo sui cieli di Odessa, sia stato un «fulmine
a sfera», raro fenomeno atmosferica. «E perché non un Ufo?», ha
suggerito Valery Uvarov, ufologo di San Pietroburgo.
(Il Resto del Carlino; Ansa)
2
Luglio 2002
Sondaggio Cirm
La stragrande
maggioranza degli italiani crede nell'esistenza di vita nell'universo.
È quanto emerge da un sondaggio svolto dal Cirm e pubblicato dal
mensile scientifico Quark nel numero oggi in edicola. Alla domanda se
esistono forme di vita extraterrestri, l'80 per cento degli italiani
pensa di sì (il 16% probabilmente o certamente no, il 4% è senza
opinione). Il sondaggio fa parte di un dossier dedicato dal giornale
alla ricerca della vita aliena e ai luoghi dell'universo in cui potrebbe
essersi sviluppata.
Più del 50 per cento degli intervistati pensa che tra le stelle si
possano essere sviluppate civiltà pari o superiori alla nostra (esseri
intelligenti 28%, una civiltà pari alla nostra 7%, una civiltà
superiore alla nostra 16%). Questo però non vuol dire che gli
extraterrestri siano simili a noi anche nell'aspetto. Per il 60 per
cento degli intervistati, gli alieni sarebbero infatti abbastanza, se
non addirittura molto diversi da noi. E dove si trovano? Secondo gli
intervistati, gli extraterrestri vivono in qualche altra galassia (44%),
nella Via Lattea (27%) o addirittura all'interno del nostro sistema
solare (9%). Ma cosa succederà quando li incontreremo? La maggioranza
degli italiani è pessimista sulle possibilità di una convivenza
pacifica: il 48% la ritiene improbabile soprattutto per colpa nostra
(37%). I risultati del sondaggio saranno discussi con Piero Angela
durante la puntata di Superquark in onda il 10 luglio su Raiuno.
(Il Messaggero; Il Nuovo)
2
Luglio 2002
Risolto il mistero delle
mucche mutilate
Rientra l'allarme-ufo in
Argentina: secondo la Senasa, ente che gestisce il controllo dei cibi
nazionali e della salute degli animali, le recenti mutilazioni delle
mucche argentine sarebbero dovute al normale sciacallaggio delle jene e
di altri animali. Nel paese si era diffusa la notizia che gli autori
dell'opera fossero invece extraterrestri, vampiri o fanatici dei culti
satanici. A far scattare l'allarme in Argentina sono stati i recenti
ritrovamenti delle carcasse di mucche mutilate con precisione chirurgica
in alcuni organi vitali. Le strane circostanze in cui sono avvenute
queste morti hanno preoccupato non poco i contadini locali. La Senasa,
riunitasi per le pressioni esercitate dall'opinione pubblica, ha
attribuito la morte delle mucche a comuni infezioni: secondo il
presidente Bernardo Cane sarebbero stati altri animali a ridurre le
carcasse in quel modo.
(TGCom)
(Tagli precisi fattibili solo con tecnologie laser, nessuna presenza di
sangue, organi asportati, escludono la spiegazione data. Il mistero
rimane tutt'altro che risolto NdR)
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