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14
Dicembre 2002
Ufo in provincia di Pavia
«Abbiamo visto un Ufo e ci
siamo spaventate al punto che qualcosa di anomalo è successo visto che
anche le lancette dell'orologio si sono spostate prima in avanti e poi
all'indietro».
Una storia di ordinaria fantasia, allucinazioni oppure un fatto
realmente accaduto? Il quesito resta, ma l'insolito episodio ma che ha
quasi dell'incredibile, è stato denunciato nientemeno che ai
carabinieri di Stradella. Una denuncia che sembra un racconto di
fantascienza ma che comporta un lungo iter burocratico con tanto di
informazione, da parte dei carabinieri della compagnia di Stradella, non
solo ai comandi superiori dell'Arma ma anche una segnalazione
all'Aeronautica Militare oltre ad altri enti preposti allo studio di
questi fenomeni. Tutto sarebbe accaduto l'altra mattina, verso le
6,40, più o meno all'altezza dell'incrocio della strada provinciale 201
della Valle Versa (Stradella-Zavattarello) e la strada che sale verso la
frazione Casa Bianca di Montù Beccaria alla periferia sud di Stradella.
Protagoniste due ragazze di Montù, entrambe studentesse universitarie,
una di 24 e l'altra di 19 anni. Le due giovani stavano raggiungendo la
stazione ferroviaria di Stradella per prendere il treno delle 6,56 e
raggiungere, quindi, Pavia. Giunte in prossimità dell'incrocio
l'incontro ravvicinato con l'oggetto non identificato: ovale - così è
stato descritto - con un diametro di circa 10 metri, che emanava una
luce di colore arancio, sormontato da una specie di cupola. Le due
ragazze, spaventate, ingranano la retromarcia e tornano a casa. Poco
dopo avvertono i carabinieri ed aggiungono un particolare ancora più
misterioso: l'avvistamento dell'Ufo, segnalato fermo in uno spiazzo
vicino all'incrocio, sarebbe avvenuto verso le 6,45, ma l'orologio di
una delle due giovani segnava le 6,50. Poi una volta giunte a casa,
distante circa 3 chilometri dal punto del presunto avvistamento,
l'orologio segnava ancora le 6,45. Eppure per compiere questo tragitto
in auto occorrono non meno di 10 minuti.
(La Provincia Pavese)
12
Dicembre 2002
Trovato il decimo pianeta
del sistema solare
Il sistema solare potrebbe
contare dieci pianeti anziche' nove, come vuole l'astronomia scolastica.
Un gruppo di scienziati argentini e britannici ha scoperto un decimo
corpo celeste di considerevoli dimensioni, che gravita oltre l'orbita di
Plutone, battezzandolo Pianeta X.
Lo scrive la rivista britannica New Scientist, precisando subito che il
Pianeta X - di dimensioni simili a quelle della Terra - si trova ai
confini della Fascia di Kuiper, regione periferica del sistema solare,
composta principalmente di asteroidi e frammenti di materiale
interstellare.
Gli astronomi hanno individuato ghiaccio e complesse molecole di tipo
organico sulla superficie di alcune formazioni della Fascia, il che li
ha spinti a pensare che anche sul pianeta appena individuato possano
esserci molecole simili, e con queste le basi chimiche per qualche forma
di vita.
Mario Melita, dell'unita' astronomica dell'Universita' di Londra Queen
Mary, ha spiegato ieri che la Fascia di Kuiper e' una regione vasta
formata da anelli concentrici di materiale interstellare, non ancora
compresa a fondo.
Melita e Adrian Brunini dell'ateneo di La Plata in Argentina, sono
convinti che l'ampio bordo che si osserva ai limiti della Fascia si sia
formato attraverso l'aggregazione progressiva di gas, polvere e
materiale cosmico che prende a ruotare intorno a una stella: il sole nel
nostro caso.
E' convinzione radicata fra gli astronomi che i pianeti si siano formati
nel tempo proprio attraverso questo accumulo progressivo di gas, polvere
cosmica e materiale interstellare che girando vorticosamente in dischi e
fasce tende ad aggregarsi fino a formare una massa solida.
Il Pianeta X si sarebbe dunque formato in questo modo, assestandosi poi
su un'orbita quasi circolare. E' curioso che un corpo di dimensioni
tanto grandi non sia stato visto prima poiche', spiega ancora Melita,
''si puo' osservare con i telescopi'', anche se ''c'e' uno spazio
immenso da coprire''.
Gli scienziati sono d'accordo nel ritenere che c'e' una grande attivita'
in atto nella Fascia di Kuiper, come ha detto a New Scientist Marc Buie,
del prestigioso Osservatorio di Lowell, in Arizona. Gli fa eco Alan
Stern, dell'Istituto di ricerca di Boulder, in Colorado. La regione di
spazio in questione, ha dichiarato, ''e' di formazione planetaria, con
100.000 oggetti che sono pianeti in miniatura''.
Gli astronomi del resto concordano che Plutone, il pianeta ritenuto
finora il piu' esterno del sistema solare, scoperto nel 1930, si sia
formato con ogni probabilita' all'interno della Fascia. L'orbita di
Plutone e' tanto eccentrica, che a tratti il pianeta si trova piu'
vicino al sole di Nettuno. Lo scorso ottobre l'Istituto di Tecnologia
della California ha scoperto nella Fascia di Kuiper un oggetto grande la
meta' di Plutone, battezzato Quaoar, e gia' allora si era dibattuto se
questo si potesse classificare come pianeta.
Secondo Stern, la scoperta di Pianeta X sara' seguita da molte altre.
''Sembra molto piu' probabile che ci siano 900 pianeti nel sistema
solare piuttosto che nove'', ha affermato il ricercatore. ''E sembra che
tutti, tranne otto, si trovino proprio nella Fascia di Kuiper''.
(Ansa)
9
Dicembre
2002
Chi autentica un
messaggio extraterrestre?
Secondo un sondaggio Gallup
del 2001, il 71 per cento dei cittadini degli Stati Uniti ritiene che
l’esistenza di extraterrestri sia nota al governo americano ma venga
tenuta segreta per oscuri motivi politici. E’ un dato eloquente: la
maggioranza delle persone pensa di essere manipolata in tema di
extraterrestri, ed è più difficile lottare contro una leggenda
metropolitana che convincere il pubblico di un fatto autentico usando
argomenti razionali. La notizia di un messaggio alieno avrebbe
sull’opinione pubblica mondiale un impatto enorme e potrebbe scatenare
le reazioni più imprevedibili: dal panico all’entusiasmo, dallo
scetticismo a incontrollati slanci religiosi.
Per questo l’Istituto Seti, Search for Extra Terrestrial Intelligence,
diretto da Jill Tarter (nella foto) ha elaborato un protocollo che fissa
alcune regole per trattare una informazione così delicata. Lo
scopritore del segnale deve innanzi tutto sottoporre la sua osservazione
alla comunità scientifica. Compiute le necessarie verifiche,
l’evento, se confermato aldilà di ogni dubbio, verrebbe comunicato
alle Nazioni Unite e a questo organismo, opportunamente consigliato
dagli scienziati, toccherebbe il compito di diffondere la notizia
nell’intero pianeta e di decidere una eventuale risposta.
Il problema è che le cose non saranno mai del tutto certe e chiare. Tra
il vero e il falso, in un caso come questo, esistono molte sfumature
intermedie. Occorre dunque qualcosa di simile alla Scala Mercalli e alla
Scala Richter dei terremoti per comunicare al pubblico una valutazione
dell’attendibilità della notizia.
Rischio asteroidi e segnale alieno hanno una caratteristica comune: in
entrambi i casi si tratta di eventi a bassissima probabilità e ad
altissimo impatto sull’opinione pubblica. Per il rischio connesso al
passaggio ravvicinato di asteroidi si sono stilate prima la Scala Torino
(più adatta al grande pubblico) e poi la Scala Palermo (più tecnica,
per gli addetti ai lavori). Analogamente, per graduare la credibilità
di un eventuale messaggio extraterrestre, è stata concepita la Scala di
Rio. A proporla furono Jill Tarter, responsabile del Seti Institute
(Mountain View, California) e Ivàn Almàr, del Konkoly Observatory di
Budapest (Ungheria) durante il 51° Congresso internazionale di
Astronautica svoltosi a Rio de Janeiro (Brasile) nel 2000. In quella
prima versione la Scala di Rio comprendeva 120 possibili casi di
“segnali” classificabili in 15 gradi di attendibilità sulla base di
tre parametri: il tipo di segnale, le circostanze della scoperta e la
distanza della sorgente.
Semplificando, il tipo di segnale è tanto più rilevante quanto è più
mirato alla Terra, lo è meno se è onnidirezionale, e ancora meno se può
essere un rilascio di energia artificiale, sì, ma non finalizzato alla
comunicazione. Le circostanze sono tanto più rilevanti se il segnale
viene captato da specialisti dei programmi Seti, lo sono di meno se si
tratta del risultato più o meno casuale di un altro genere di
osservazioni e ancora meno se il segnale viene rilevato a posteriori, in
un archivio di dati sui quali non è più possibile compiere verifiche.
La distanza della sorgente è ritenuta di grande interesse se interna al
sistema solare, di importanza notevole se al di sotto dei 50 anni luce
(un tempo-luce comparabile con la vita umana), di importanza ridotta se
la sorgente è interna alla Via Lattea, e ancora minore se risulta
extragalattica.
Dopo un’ampia discussione da parte della comunità scientifica
mondiale, i gradi di credibilità di un segnale intelligente di origine
aliena sono stati ridotti a 10 più il grado zero, proprio per venire
incontro alle abitudini già diffuse e consolidate a livello popolare.
I livelli della Scala di Rio sono dunque i seguenti:
0: segnale privo di qualsiasi credibilità (frode, scherzo)
1: segnale insignificante
2: segnale di scarsa credibilità
3: segnale di modesta credibilità
4: segnale di moderata credibilità
5: segnale di credibilità intermedia
6: segnale di notevole credibilità
7: segnale di alta credibilità
8: segnale con credibilità di grande portata
9: segnale con credibilità elevatissima
10: segnale di portata eccezionale
Ecco, ora siete preparati. Se vi diranno che sulla Scala di Rio il
presunto segnale alieno è di ottavo grado, c’è da agitarsi quasi
come se fosse un ottavo grado della Scala sismica Mercalli. Dubito però
che la Scala di Rio sia un freno sufficiente all’ignoranza di certi
giornalisti. Un quotidiano italiano nell’estate 2001 dedicò intere
pagine a un disegno tracciato in un campo di grano vicino al
radiotelescopio di Cambridge, in Inghilterra. Quel disegno, ottenuto
piegando le spighe di grano come notoriamente molti burloni fanno ormai
da una ventina di anni, era una perfetta riproduzione del messaggio
proposto da Carl Sagan e trasmesso nel 1974 con il telescopio di Arecibo
verso l’ammasso stellare M 13. Qualche giorno dopo gli alieni, nello
stesso campo di grano, disegnarono un faccione sorridente.
(La Stampa)
30
Novembre 2002
Governo inglese svela
files su Ufo
Un Ufo
nella foresta, vicino a una base della Raf (l'aeronautica militare
britannica), e tre soldati che si lanciano al suo inseguimento.
Non è la trama dell'ennesimo episodio di "X-Files", ma il
preciso resoconto di un colonnello dell'aeronautica americana, reso
pubblico dopo più di vent'anni dal Ministero della Difesa di Londra.
Prima d'ora, questo segretissimo rapporto, noto come "Rendlesham
File", era stato letto da venti persone che ne avevano fatta
espressa richiesta in base all'U.S. Freedom of Information Act, la legge
statunitense che consente l'accesso ai documenti riservati. E' il primo
di una serie di documenti riguardanti casi di avvistamenti alieni che il
governo britannico ha deciso di rendere accessibili a tutti. Atti
ufficiali, redatti da personale militare, e quindi testimonianze da
prendere ben più seriamente rispetto a quelle di individui visionari o
dotati di troppa immaginazione.
Ecco i fatti: la notte del 27 dicembre 1980, secondo quanto scrive nel
suo rapporto il colonnello della U.S. Air Force, Charles I.Halt,
comandante della base di Bentwaters, Inghilterra, un UFO si avvicinò
alla vicina base di Woodbridge. L'avvistamento iniziò quando due
soldati americani di guardia notarono "luci inconsuete" nei
pressi del perimetro dell'installazione militare. Chiesta
l'autorizzazione ai superiori, i due uscirono nella foresta per
investigare, insieme a un terzo commilitone.
"Gli uomini riferirono di uno strano oggetto luminoso nel
bosco" scrive il colonnello. Secondo la descrizione, l'oggetto
sembrava "di natura metallica e di forma triangolare, alto circa
due metri e largo tre".
"Illuminava l'intera foresta di una luce bianca, aveva una luce
rossa sulla punta e una serie di luci blu alla base. Era sospeso
nell'aria o era appoggiato su delle gambe metalliche".
Quando la pattuglia tentò di avvicinarsi, l'UFO manovrò tra gli alberi
e scomparve. Circa un'ora dopo, l'oggetto fu avvistato di nuovo vicino
ai cancelli della base. "Più tardi nella notte, una luce rossa
come il sole fu vista attraverso gli alberi. Si muoveva e pulsava. A un
certo punto si divise in cinque separati oggetti luminosi bianchi che
poi scomparvero".
Immediatamente, nel cielo si notarono tre oggetti "simili a
stelle", che cominciarono a muoversi e a mutare colore e forma. Lo
spettacolo durò più di un'ora, poi tutto sparì.
Durante l'avvistamento, i radar delle due basi non registrarono nulla di
anomalo, e i tre soldati tentarono senza esito di riprendere l'oggetto
con una videocamera.
Proprio per questi motivi, il Ministero della Difesa britannico precisa
di aver accolto con scetticismo il rapporto del colonnello, pur
rimanendo con un atteggiamento "aperto" di fronte al fenomeno.
"Non fu trovata nessuna prova di minaccia alla sicurezza del Regno
Unito, e nessuna indagine ulteriore fu portata avanti".
Questo, nonostante la mattina dopo gli uomini del colonnello avessero
trovato nel terreno tre vaste depressioni circolari, e il livello di
radioattività fosse dieci volte superiore alla norma.
L'esercito spiegò le luci con il fatto che probabilmente la pattuglia
aveva visto tra gli alberi i riflessi del faro di Orford Ness. Quanto
alle luci nel cielo, probabilmente si era trattato di fuochi
artificiali. Ma il mistero, vent'anni dopo, resta.
(Il Nuovo)
29
Novembre 2002
Razzo russo causa allarme
aereo americano
S'e' finalmente chiarita la causa dell'allarme aereo che ha mobilitato,
mercoledi' sera, la difesa aerea nord-americana, con la levata in volo
di caccia anti-terrorismo. L'oggetto che attraversava il cielo piu'
lentamente di una stella cadente, ma piu' velocemente di un aeroplano,
era un razzo russo che rientrava nell'atmosfera terrestre. Lo hanno
accertato il comando strategico degli Stati Uniti di Omaha, nel
Nebraska, e il comando dello spazio aereo nord-americano, il Norad, che
avevano ricevuto le segnalazioni di molti cittadini, allarmati
dall'ipotesi che l'oggetto potesse essere lo strumento di un attacco
terroristico, e avevano disposto l'invio di caccia intercettori. Il
comando di Omaha e il Norad avevano ordinato di invididuare l'oggetto,
le cui segnalazioni andavano dal Pacifico alle Montagne Rocciose.
(Ansa)
28
Novembre 2002
Misteriosa scia nei cieli
d'America
Mistero nei cieli degli Stati Uniti. Caccia dell'aviazione Usa hanno
tentato inutilmente di intercettare un oggetto non identificato che ha
attraversato giovedì buona parte degli Usa centro-orientali, dai
Caraibi alla Florida fino allo stato dell'Indiana. Ma nessuno è
riuscito a scoprire di cosa si trattava. Unico indizio una scia ad
altissima quota simile a quella lasciata dai jet.
Il Dipartimento della Difesa ha reso noto che il comando della difesa
aerea del Nord America, nel Colorado, ha ricevuto un allarme giovedì
pomeriggio: una scia sopra le isole Turks e Caicos si dirigeva a
Nordovest verso gli Usa.
Immediato l'ordine di decollo a numerosi intercettori in varie basi (il
numero e i luoghi non sono stati resi noti.) I caccia hanno tentato di
scoprire l'identità dell'oggetto volante sia con i radar che a vista,
ma non ci sono riusciti.
Nel frattempo i piloti di diversi voli civili informavano il controllo
del traffico aereo di aver visto una scia, sia al di sopra della Florida
che dell'Indiana. Poi la scia è sparita.
Un portavoce del comando della difesa aerea ha detto che non è
possibile fare alcuna congettura su cosa fosse a provocare la scia. Non
è neppure certo che i vari piloti che l'hanno vista si riferissero alla
stessa scia.
Ma resta il fatto che un aereo o missile o altro oggetto volante ha
attraversato per ore il cielo al di sopra degli Stati Uniti, il più
controllato e militarizzato del mondo, senza che fosse possibile
scoprire cosa fosse. E' in corso un'inchiesta dell'aeronautica e
dell'Autorità federale per l'aviazione civile.
(CNN Italia)
08
Novembre 2002
Microrganismi da Marte?
Un gruppo di scienziati
russi ha scoperto l'esistenza di un microrganismo resistente a dosi di
radiazioni mille volte superiori a quelle che può sopportare un essere
umano. La caratteristica è talmente eccezionale che il batterio,
chiamato «Deinococcus Radiodurans», potrebbe provenire da Marte. I
risultati della ricerca, guidata dal microbiologo Anatolij Pavlov, sono
stati pubblicati dalla rivista «New Scientist».
Per scoprire come il «Deinococcus» riesca a sopravvivere a simili dosi
radioattive, l'equipe di scienziati del Centro fisico-tecnico«Ioffe»
di San Pietroburgo, ha deciso di bombardare con i raggi gamma una
coltura di Esterichia Coli: un batterio comunemente presente
nell'intestino umano, ma che in altre zone del corpo provoca infezioni
anche pericolose. Dopo averlo sottoposto a 44 cicli radioattivi ed aver
dovuto moltiplicare per cinquanta volte la dose iniziale, i ricercatori
hanno capito che sarebbero stati necessari ancora migliaia di cicli che
il microrganismo terrestre potesse sviluppare la stessa resistenza del
«Deinococcus».
Pare quindi impossibile che il «super-batterio» abbia potuto
sviluppare una tale resistenza vivendo sulla Terra, dove il livello
delle radiazioni Gamma è relativamente basso. L'equipe di scienziati ha
quindi ipotizzato che il misterioso microbo provenga da Marte, dove la
concentrazione radioattiva è di molto superiore a quella terrestre. A
quei livelli, il batterio avrebbe potuto sviluppare la sua resistenza in
un tempo «breve»: appena qualche centinaio di migliaia di anni. Sulla
Tera, invece, ne sarebbero occorsi almeno cento milioni.
Un astrobiologo della Nasa si è detto tuttavia scettico a proposito
della provenienza da Marte del microrganismo, anche se «resta un
mistero come possa avere sviluppato una simile resistenza».
(Adnkronos)
02
Novembre
2002
Ancora ufo su ospitale
Continuano gli avvistamenti di ufo nei cieli di Ospitale di Cadore e del
circondario.
Le luci sono visibili da Podenzoi e soprattutto da Castellavazzo, in una
serie di "avvistamenti" che sarebbero degni della serie
X-Files. Lo strano fenomeno continua da oltre un mese ed era già stato
segnalato da alcuni cittadini anche nelle scorse settimane. Ma facciamo
un passo indietro. Circa un mese fa, alcuni giovani del luogo, al calare
dell'oscurità avevano notato queste strane luci, dalle forme le più
diverse e dai colori che cambiano spostandosi, anche a forte velocità,
nella volta celeste.
L'osservazione cessò per qualche tempo a causa delle avverse condizioni
atmosferiche e poi è ripresa. I giovani che hanno notato il fenomeno
non vorrebbero parlarne più per timore di essere presi in giro ma, come
detto, gli oggetti luminosi continuano a sfrecciare nella vallata e i
ragazzi le vedono. Anzi. Alcune di queste "luci", rispetto ai
precedenti avvistamenti, sorvolerebbero Ospitale ad un'altezza
inferiore. I genitori dei ragazzi appaiono piuttosto scettici ed hanno
invitato i figlioli a lasciar perdere. Ed anche i loro amici sono
increduli e, per prenderli in giro, li hanno invitati a... non alzare
troppo il gomito.
Ultimamente comunque gli "oggetti" sono calati di numero e la
loro forma sarebbe diversa da quella segnalata qualche tempo fa. La
prima notizia degli avvistamenti, suscitò un certo scalpore nella zona
ed iniziò la caccia a chi aveva affermato di aver notato quegli strani
oggetti luminosi; molti avevano dei sospetti sull'identità dei cinque
(quattro ragazzi ed un ragazza) ma non sono ancora riusciti ad essere
certi dei loro nomi perché, su specifica richiesta, sono stati
attribuiti loro nomi di fantasia.
Giova ricordare che il giorno successivo alla prima segnalazione, anche
un residente dell'Agordino chiamò per dire di aver avvistato alcune
strane luci nella volta celeste. Il mistero resta fitto e
impenetrabile...
(Corriere delle Alpi)
20/26
Ottobre 2002
Pioggia di capelli di
"capelli d'angelo"
La presenza di filamenti biancastri è stata
segnalata alla periferia di Alessandria, a Cantalupo, sui comiglioli,
tetti ed antenne. Forse si tratta di ragnatele con le quali si spostano
nel vnto, nel periodo fra ottobre e novembre, microscopici ragni.
Campioni di filamenti sono stati consegnati all'Arpa per le analisi.
(La Stampa ed. Novara)
AGGIORNAMENTO 26 OTTOBRE
E' arrivata la conferma ufficiale: i "capelli d'angelo"
portati dal vento e rimasti impigliati in antenne e comignoli della zona
Sud di Alessandria sono fili di ragnatela di un particolare piccolo
ragno che nidifica nel terreno. Lo hanno accertato gli esperti dell'Arpa
(i dottori Ferrari e Priarone), in collaborazione con i colleghi di
Novara, dove era stato registrato un fenomeno analogo. A un primo esame,
i fili parevano simili a fibre tessili. Poi c'è stata l'identificazione
certa.
(La Stampa ed. Novara)
18
Ottobre 2002
SETI@home vivrà
Pare che la notizia riguardante la crisi del
progetto SETI@home abbia gettato nello scompiglio la comunità di
appassionati e volontari che partecipano alla "grande caccia
all'UFO". In particolare, grazie alla segnalazione di un
rappresentante del SETI
Italia Team "G. Cocconi", è emersa la
"risposta" alla questione finanziamenti pubblicata da uno dei
responsabili di SETI@home sul forum ufficiale del progetto.
Riferendosi alle notizie di stampa sulla crisi finanziaria di SETI@home,
una persona che si firma come "SETI@home Administration" ha
chiarito che "SETI@home NON sta per cessare le attività".
Nello stesso thread del forum, accessibile qui,
diversi utenti non sembrano affatto soddisfatti di questa risposta così
poco chiarificatrice: in particolare, alcuni dei partecipanti al forum
chiedono che si fornisca una smentita più dettagliata e approfondita
direttamente sull'home page di SETI@home.
Un poco più esaustivo è il post apparso sul
forum di Slashdot.org e firmato da un certo Matt Lebofsky
di SETI@home. Egli afferma che la notizia di una possibile chiusura del
progetto è esagerata, tuttavia non fa mistero del fatto che al SETI
manchino soldi.
"Fondamentalmente siamo sempre in crisi di fondi", ha scritto
Lebofsky. "Personalmente spendo un'enorme quantità del mio tempo
qui al SETI Lab scrivendo domande di finanziamento (...) Lavoro in
questo gruppo da 6 anni e siamo sempre stati lì a raschiare il fondo
del barile. Questa non è una novità."
Lebofsky sostiene che, nonostante tutto, "stiamo spingendo avanti
su tutti i fronti", e fornisce un
link dove vengono descritti alcuni progetti futuri di
SETI@home. Tutti progetti che, come ammette lo stesso SETI, verranno
attuati "fondi permettendo".
Uno dei progetti attualmente immobilizzati per mancanza di fondi è
quello, già citato da Punto Informatico, che prevede l'utilizzo del
telescopio australiano di Parkes per estendere la ricerca di vite
intelligenti extraterrestri anche all'emisfero sud dello spazio.
Stando a Lebofsky, dunque, la crisi finanziaria di SETI@home esiste, e
non sarebbe neppure una grande novità, ma questo non significa che il
progetto stia rischiando la chiusura. In ogni caso, in seguito al
piccolo allarme emerso tra gli altri anche su PI, in questi giorni
diversi utenti stanno promuovendo collette a favore del progetto: per
accedere alla pagina delle donazioni a SETI@home è possibile visitare questo
link.
La più grande risorsa di questa iniziativa sembra tuttavia data dalla
grande comunità di utenti che in tutto il mondo, mettendo a
disposizione di SETI@home parte delle loro risorse di calcolo
inutilizzate, partecipano attivamente e con passione all'analisi di
milioni e milioni di segnali provenienti dal cosmo, e questo nella
speranza di intercettare quella debole voce che, in una lingua a noi
sconosciuta, eppure rivelatrice, un giorno ci possa dire: "Non
siete soli".
(Punto Informatico)
16
Ottobre 2002
SETI@home rischia la
chiusura
Per tutti gli amanti del notissimo screen
saver scova-UFO di SETI@home
arrivano notizie poco promettenti: il progettone lanciato nel 1999 dal
Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI) potrebbe infatti essere
arrivato al capolinea per mancanza di fondi. Una situazione simile a
quella che si presentò nel 2000, quando per garantire il proseguimento
della "caccia" ai segnali extraterrestri dovette
intervenire la Planetary Society, poi divenuta il massimo sponsor
del progetto.
Quest'anno, però, nessuno si è ancora fatto avanti per finanziare i
nuovi progetti del team di scienziati che stanno dietro a SETI@home e la
situazione, secondo alcuni portavoce, sta diventando davvero critica.
E pensare che all'inizio dello scorso anno, in un
rapporto intitolato SETI 2020, uno speciale gruppo di lavoro,
formato da numerosi scienziati provenienti da tutto il mondo, pronosticò
per SETI@home una durata di almeno altri vent'anni e la possibilità di
arrivare a disporre di un telescopio totalmente dedicato a quello che
viene considerato il primo grande e riuscito esperimento di computing
distribuito online.
Per il momento, purtroppo, SETI@home sostiene di non avere i
finanziamenti sufficienti nemmeno per spostarsi, com'era stato
preventivato oltre un anno fa con la definizione della seconda fase del
progetto, presso il telescopio di Parkes, in Australia: questo
telescopio è più potente di quello attuale, situato ad Arecibo
(Portorico), e potrebbe estendere sensibilmente l'area
"setacciata" alla ricerca di segnali radio provenienti da
civiltà extraterrestri.
Ad aggravare le cose c'è anche il fatto che i rapporti fra il SETI e
l'università di Berkeley, che ospita il sito e il centro raccolta dati
del progetto SETI@home, non sembrano idilliaci: in particolare, pare che
la nota università californiana non sia più disposta a sobbarcarsi le
spese dell'ingente traffico generato dagli utenti di SETI@home. Milioni
di loro, come noto, fanno sì che il proprio computer scansioni porzioni
di registrazione del SETI nei momenti di non-utilizzo.
Oltre alla Planetary Society fra gli attuali sponsor di SETI@home
compaiono Fujifilm, IBM, Intel, Hewlett-Packard, Quantum, Network
Appliance e Informix, ma a quanto pare queste aziende non sono più
disposte a sganciare quattrini per una causa - la ricerca di vita
intelligente nello spazio - che al suo terzo anno di vita sembra aver
perso molta di quell'iniziale attrattiva che gli aveva dato visibilità
fra i media.
Insomma, più che di sponsor, in questo momento il progetto SETI@home
sembra aver bisogno di filantropi. Mano al portafogli dunque.
(Punto Informatico)
12
Ottobre 2002
Nobel a Carter per gli
Ufo?
Inaugura oggi «Mysteria», prima mostra ai confini della realtà:
viaggio suggestivo fra enigmi, profezie, miracoli, miti, segreti,
fenomeni inspiegabili ed eventi straordinari che hanno resistito alla
prova del tempo. Il percorso si snoda tra Misteri della Storia - come
Atlantide e la ricerca del Graal, X-files, o Ufo e rapimenti alieni -,
Luoghi del Mistero - le Piramidi, Stonehenge (nella foto) - toccando i
Misteri dello Spirito e la Magia delle Scienze Esoteriche. Mysteria
presenta affascinanti ricostruzioni di extraterrestri, di fenomeni
paranormali e reperti archeologici fuori tempo. Il tutto supportato da
filmati, foto rare e interessanti contributi multimediali.
(Corriere della Sera)
11
Ottobre 2002
Nobel a Carter per gli
Ufo?
Ne avvistò uno nel 1969 in Georgia Jimmy
Carter il 6 gennaio del 1969 avvistò un UFO mentre si recava ad
un'incontro al Lions Club di Atlanta. Allora il nuovo premio nobel per
la pace era governatore della Georgia. Diverrà presidente degli Stati
Uniti solo nel 1976 e venne soprannominato "UFO President"
proprio per il suo interessamento per la ricerca di nuove forme di vita
nello spazio.
Carter ha raccontato in un rapporto ufficiale del NICAP (Comitato
nazionale di inchiesta sui fenomeni aerei) e poi in numerose interviste
di aver avvistato insieme ad altre dieci persone un UFO di dimensioni
grandi come la luna che volava da una parte altra del cielo per una
decina di minuti: "Era la cosa più aberrante che avessi mai visto.
Era grande; era molto brillante; cambiava colore; aveva circa la
grandezza della Luna. La osservammo per 10 minuti, ma nessuno riuscì a
capire che cosa fosse..." ha dichiarato il Presidente.
Da allora Carter ha cominciato a credere che qualcosa di simile a degli
extraterrestri doveva esistere e per questo si è tenuto sempre in
contatto con studiosi di tali fenomeni.
Molti di coloro che credono negli UFO sostengono che il quadriennio di
stabilità e di pace del mandato presidenziale di Carter siano dovuti al
fatto che il Presidente fosse in contatto con esseri extraterrestri. Che
anche la sua attività per la pace per cui gli è stato appena assegnato
il nobel sia il frutto dell'ispirazione degli UFO?
(TGCom)
3
Ottobre 2002
Carlos Diaz in Italia
«Carlos Diaz, incontro sul fenomeno Ufo». E' la conferenza in
programma per questa sera alle 21, all'Università della terza età,
organizzata dall' Arci di Pontedera che vedrà protagonista Carlos Diaz,
il messicano definito «il caso più solido al mondo sullo studio dei
fenomeni Ufo». «Sono stato in Messico - spiega Luca Baldinotti, un
nostro concittadino, anch'egli spettatore, diversi anni fa, dei
misteriosi oggetti volanti, o come preferisce chiamarli Diaz «esseri di
luce» - e ho conosciuto Carlos. Mi disse che sarebbe venuto in Italia,
così ho pensato di organizzare una conferenza». L'esperienza «ufologica»
di Carlos, convocato in tutto il mondo per dare testimonianza dei suoi
particolari contatti e per allargare il materiale di studio degli scienziati
che si occupano di questo problema, ha avuto inizio nell'81, quando
aveva circa 23 anni. Allora era un famoso fotografo e una rivista gli
aveva commissionato di scattare alcune foto al tramonto. Lì il suo
primo contatto visivo che nel tempo è diventato plurisensoriale. Carlos
parla con gli extraterrestri, li ascolta, li tocca anche. Ricercatori
della Nasa, studiosi e referti di analisi cliniche attestano che «il
materiale fotografico di Diaz è autentico» e che «le sue condizioni
psicofisiche sono perfettamente normali».
E per quanto l'argomento abbia sapore di «soprannaturale» è più
verosimile, e anche più umile, pensare di non essere gli unici abitanti
dell'universo piuttosto che il contrario.
(La Nazione ed Pisa)
3
Ottobre 2002
Ancora Ufo nell'Agordino
Dopo quelle di Castellavazzo, nuove segnalazioni di avvistamento di
oggetti volanti non identificati arrivano ora dall'Agordino, per la
precisione da Gosaldo. Molto simile a quello del gruppo di ragazzi di
Podenzoi e Castellavazzo è il racconto che fa Ennio Masoch.
Antecedente, invece, il momento dell'avvistamento degli oggetti: quello
agordino risale a una decina di giorni fa. «Stavo tornando a casa in
moto insieme a mia sorella», racconta Ennio Masoch, «ero sulla strada
che da Fiera di Primiero conduce ad Agordo; ad un certo punto il mio
sguardo è stato attratto verso il cielo, dove c'erano una decina di
strane luci arancioni, alcune più grandi e alcune più piccole, che si
muovevano a scatti. Erano passate da poco le 22,30. Ho visto che
salivano dal Feltrino e si dirigevano verso nord, muovendosi a zig zag e
alcune mutando il loro colore in un rosso tenue. Ho pensato all'inizio
che si trattasse di qualche esercitazione aerea», aggiunge Masoch, «ma
poi, ragionando, mi sonochiesto quale tipo di aereo potesse mai avere un
volo di quel tipo, a scatti e a zig-zag. Successivamente quelle strane
cose si sono riunite, ma mi seguendo una linea retta. Il fenomeno è
durato qualche minuto, poi le luci sono scomparse verso nord».
Alla domanda se avesse fatto qualche segnalazione dell'accaduto, Masoch
risponde di aver pensato «di telefonare all'aeroporto di Belluno per
chiedere lumi», ma di aver successivamente lasciato perdere.
Probabilmente nel timore di passare per visionario. «Ma ora», spiega,
«dopo aver letto dell'avvistamento fatto da quei ragazzi nella zona di
Longarone, mi sono deciso a telefonarvi; giusto per dire che quanto s'è
visto da una parte della provincia l'ho visto anch'io da un'altra».
Senza tirare in ballo necessariamente gli Ufo, non resta che pensare a
qualche tipo di
esercitazione militare. Ma sarà così?
(Corriere delle Alpi)
3
Ottobre 2002
Una nuova Tunguska?
Un meteorite enorme sarebbe caduto in
Siberia, nella regione russa di Irkutsk. A riferirlo sono decine di
testimoni, residenti nei villaggi circostanti, che sostengono di
aver notato un enorme corpo luminoso abbattersi al suolo provocando
scosse telluriche simili a quelle di un leggero terremoto. In più,
sempre secondo i testimoni, la zona dove è caduto l'oggetto sarebbe
stata illuminata da sporadici lampi di luce nei minuti successivi
all'impatto.
L'accademia russa delle Scienze ha immediatamente annunciato la propria
intenzione di inviare sul posto un'equipe di esperti, per studiare il
fenomeno.
Di fatto, ufologi e astronomi dilettanti sono già in fibrillazione. Il
corpo celeste infatti, sebbene immediatamente classificato come
meteorite dagli scienziati, potrebbe essere uno dei sospirati veicoli
alieni dei quali si tenta l'avvistamento. La situazione, peraltro, ha
analogie fortissime con un'altra, accaduta sempre in Siberia, e che non
sarebbe mai stata del tutto chiarita.
Alla mente di molti infatti, il fenomeno ha ricordato quello di Tunguska,
una località a 800 chilometri dal lago Baikal dove nel 1908 sarebbe
precipitato un oggetto misterioso, in grado di bruciare migliaia di
ettari di Taiga circostante. Secondo gli esperti, che ovviamente
studiarono il fenomeno solo a posteriori e sulla base dei rilevamenti
dell'epoca, l'esplosione sarebbe stata pari a quella di 2 mila bombe
atomiche a fissione nucleare. Sempre in quei giorni furono segnalate
luci nei cieli in diverse zone del mondo. Per gli scienziati anche
quello fu un fenomeno del tutto normale. Ma per molti, resta uno
squisito episodio di "incontri ravvicinati". Forse troppo.
(Il Nuovo)
2
Ottobre 2002
Ufo nel bellunese
Ufo nei cieli di Ospitale? Oggetti sconosciuti e che mutavano di colore
sono stati segnalati da alcuni ragazzi della zona. Da alcune sere a
questa parte tre amici di Castellavazzo e Podenzoi si imbattono in
qualcosa di mai visto prima, al punto che i loro genitori vogliono
provare a verificare con la base di Aviano eventuali «esercitazioni»
non identificate. La sigla, che significa Unidentified Flying Objects
(oggetti volanti non identificati) si è ufficialmente diffusa nel 1949.
E gli oggetti che sono stati visti sembrano rientrare in quella
classificazione. Ma quelli che sono stati visti sono aerei? Elicotteri?
Effetti ottici? Uno o più satelliti artificiali? Allucinazioni? No.
Sarebbero stati proprio degli Ufo, le luci che sono state avvistate da
tre ragazzi che risiedono a Castellavazzo e Podenzoi.
«Sabato sera ero andato a casa di Boris, il mio amico che come me abita
a Castellavazzo. Era scuro. Quando all'improvviso, guardando verso nord
nord/est, abbiamo notato delle luci che si muovevano in cielo. Le luci
si spostavano, cambiavano di posizione e di colore: dal giallo al rosso,
all'azzurro, al blu e poi scomparivano per riapparire, dopo qualche
istante in qualche altra posizione».
«Le loro forme erano diverse: uno era a forma sferica, un altro era
pentagonale con tre luci ed una centrale lampeggiante ed un altro era
triangolare. Si muovevano a forte velocità e», prosegue Boris, «apparentemente
senza far rumore. Sembrava procedessero a salti. Da due di essi, si sono
staccati altri due punti più piccoli che sono precipitati lasciando una
lunga scia per poi scomparire». Non sigari volanti o «dischi»,
quindi, stando alle affermazioni dei giovani.
Domenica mattina Boris, Sara e Daniele, i tre amici che avevano
avvistato gli Ufo, ne hanno parlato con loro due amici di Podenzoi. «Cristiano
e Andrea hanno cominciato a prenderci in giro e non credevano a quanto
avevamo loro raccontato di aver visto». Anche loro, nella notte
successiva, al sopraggiungere del buio, hanno potuto vedere lo stesso
fenomeno. Incredulità e stupore. Anche nella serata tra lunedì e
martedì scorso, verso le 19.40 si è ripetuto il fenomeno. Boris notò
solo un «qualcosa» che percorreva in senso longitudinale la vallata
del Piave. Sempre verso Ospitale. Insomma gli avvistamenti di questi
strani oggetti si ripetono da tre serate ed hanno incuriosito non poco i
ragazzi. Il papà di uno di loro sta pensando di telefonare
all'aeroporto di Aviano per segnalare gli avvistamenti o sapere, se per
caso, sono in corso delle esercitazioni militari.
I ragazzi non desiderano avere molta pubblicità per il timore di essere
presi in giro dai coetanei anche se sono in buona compagnia: gli
avvistamenti si susseguono praticamente in tutto il mondo e la
stragrande maggioranza di essi sono stati razionalmente spiegati. Giova
ricordare che a Ospitale c'è la Euroindel Spa che è dotata di una
ciminiera che emette fumi giorno e notte e, stando alla testimonianza
dei ragazzi, i movimenti degli oggetti volanti non sono mai dal basso
verso l'alto. Insomma il fenomeno è seguito e i ragazzi hanno deciso,
d'ora in poi, di munirsi di binocolo per osservare meglio il fenomeno
per il quale non esiste una spiegazione univoca e tanto meno ufficiale.
Staremo a vedere.
(Il Corriere delle Alpi)
2
Ottobre 2002
Ufo in Versilia
Quest'estate sarà anche calato il numero di turisti al Forte, ma di
certo sembrano in grande aumento... gli Ufo, che evidentemente hanno una
certa predilezione stagionale per il Forte. Sono stati infatti ben sette
gli avvistamenti da giugno fino ad oggi ora sulla costa versiliese. Un
dato che è stato comunicato ieri dagli esperti dell'Ansu,
l'Associazione nazionale Studi Ufologici, per bocca del suo presidente,
Antonio Scarano. «Il primo avvistamento - ha spiegato Scarano - si è
avuto all'inizio dell'estate a Camaiore, perpendicolarmente al Monte
Gabberi. Ne è seguito un altro a Marina di Pietrasanta, dove l'oggetto
non identificato era molto luminoso, tra il rosso e il bianco, e molto
veloce, ed ha eseguito alcune rotazioni con luce cangiante. Il terzo
avvistamento si è registrato ad agosto a Forte dei Marmi, e l'Ufo aveva
un andamento lento con traiettoria sud-est, poi si è diretto verso la
Garfagnana. E sempre ad agosto, e sempre al Forte, un altro oggetto
triangolare con traiettoria nord est, ha fatto alcune evoluzioni prima
di scomparire dietro le nuvole. Per questo Ufo - ha detto Scarano -
abbiamo anche allertato i colleghi dell'Emilia e della Lombardia.
Infine, più avanti nell'estate, una turista neozelandese ha riferito di
aver visto a Viareggio una sorta di «fagiolo» luminoso, color arancio,
che si è poco dopo allontanato verso l'orizzonte del mare».
Gli ultimi avvistamenti - infine sono stati fatti nei giorni scorsi: il
21 settembre al Forte è stato avvistato un Ufo in direzione di la
Spezia che emetteva un bagliore immobile, e lo stesso Ufo è stato poi
visto nel golfo spezzino, ad Alessandria e verso l'alba perfino sulla
costa romagnola.
Chissà che anche gli Ufo non abbiano voluto fare qualche raffronto
turistico? Infine ieri mattina alle 11,15 dalla spiaggia del Forte in
molti hanno visto uno strano velivolo dal volo lento e che deviava
bruscamente mentre una lieve foschia grigiastra lo contornava. Misteri
di fine estate...
(Il Tirreno)
1
Ottobre 2002
Ufo anche in Veneto
Cosa volteggiava sabato sera nel cielo dei
colli? Non lo sanno dire neppure i giovani che l'hanno visto, però era
qualcosa che mai avevano scorto prima. Raccontano d'aver visto un corpo
luminoso zigzagare a velocità impressionante per almeno una trentina di
minuti. Si trovavano in una radura a una quota più alta dell'abitato di
Arquà, ed erano a bordo di un camper. Erano in tre, tutti studenti
diciassettenni, e volevano trascorrere il fine settimana cantando e
suonando sotto la luna. Avevano fatto baldoria sino alle 22 quando,
stanchi, si erano ritirati dentro al camper. All'improvviso uno di loro
ha notato degli strani bagliori che si riverberavano sui finestrini. E'
uscito assieme al cane, che ha iniziato ad abbaiare. Nel cielo,
riferisce, c'era un corpo particolarmente luminoso che viaggiava a una
velocità elevatissima e si avvicinava sempre più. Non si è fermato
che per una manciata di secondi a circa 500 metri da loro. «Non si
trattava di un aereo, perché gli aerei volano molto più alti e
appaiono molto più lenti - raccontano i tre ragazzi che, andando per
esclusione, finiscono per essere convinti di aver avvistato un Ufo - Non
erano nemmeno i fari di una discoteca: quelli li abbiamo visti mentre
rientravamo a Este, erano molto più flebili e velati. All'interno di
questa luce c'era un nucleo ancora più luminoso e di colore
azzurro-verde. Lasciava dietro di sé una scia tipo quella di una stella
cometa».
Stragiurano, alle prime naturali obiezioni, di essere stati tutti e tre
assolutamente sobri. «Qualunque cosa fosse - dicono i ragazzi - era
affascinante. Quando la luce è scomparsa non siamo più andati a
dormire, speravamo ricomparisse».
(Il Mattino di Padova)
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