ARCHIVIO UFO NEWS:  4° TRIMESTRE  2002


 14 Dicembre 2002     Ufo in provincia di Pavia  
«Abbiamo visto un Ufo e ci siamo spaventate al punto che qualcosa di anomalo è successo visto che anche le lancette dell'orologio si sono spostate prima in avanti e poi all'indietro».
Una storia di ordinaria fantasia, allucinazioni oppure un fatto realmente accaduto? Il quesito resta, ma l'insolito episodio ma che ha quasi dell'incredibile, è stato denunciato nientemeno che ai carabinieri di Stradella. Una denuncia che sembra un racconto di fantascienza ma che comporta un lungo iter burocratico con tanto di informazione, da parte dei carabinieri della compagnia di Stradella, non solo ai comandi superiori dell'Arma ma anche una segnalazione all'Aeronautica Militare oltre ad altri enti preposti allo studio di questi fenomeni. Tutto sarebbe accaduto l'altra mattina, verso le 6,40, più o meno all'altezza dell'incrocio della strada provinciale 201 della Valle Versa (Stradella-Zavattarello) e la strada che sale verso la frazione Casa Bianca di Montù Beccaria alla periferia sud di Stradella. Protagoniste due ragazze di Montù, entrambe studentesse universitarie, una di 24 e l'altra di 19 anni. Le due giovani stavano raggiungendo la stazione ferroviaria di Stradella per prendere il treno delle 6,56 e raggiungere, quindi, Pavia. Giunte in prossimità dell'incrocio l'incontro ravvicinato con l'oggetto non identificato: ovale - così è stato descritto - con un diametro di circa 10 metri, che emanava una luce di colore arancio, sormontato da una specie di cupola. Le due ragazze, spaventate, ingranano la retromarcia e tornano a casa. Poco dopo avvertono i carabinieri ed aggiungono un particolare ancora più misterioso: l'avvistamento dell'Ufo, segnalato fermo in uno spiazzo vicino all'incrocio, sarebbe avvenuto verso le 6,45, ma l'orologio di una delle due giovani segnava le 6,50. Poi una volta giunte a casa, distante circa 3 chilometri dal punto del presunto avvistamento, l'orologio segnava ancora le 6,45. Eppure per compiere questo tragitto in auto occorrono non meno di 10 minuti.
(La Provincia Pavese)

 12 Dicembre 2002     Trovato il decimo pianeta del sistema solare  
Il sistema solare potrebbe contare dieci pianeti anziche' nove, come vuole l'astronomia scolastica. Un gruppo di scienziati argentini e britannici ha scoperto un decimo corpo celeste di considerevoli dimensioni, che gravita oltre l'orbita di Plutone, battezzandolo Pianeta X.
Lo scrive la rivista britannica New Scientist, precisando subito che il Pianeta X - di dimensioni simili a quelle della Terra - si trova ai confini della Fascia di Kuiper, regione periferica del sistema solare, composta principalmente di asteroidi e frammenti di materiale interstellare.
Gli astronomi hanno individuato ghiaccio e complesse molecole di tipo organico sulla superficie di alcune formazioni della Fascia, il che li ha spinti a pensare che anche sul pianeta appena individuato possano esserci molecole simili, e con queste le basi chimiche per qualche forma di vita.
Mario Melita, dell'unita' astronomica dell'Universita' di Londra Queen Mary, ha spiegato ieri che la Fascia di Kuiper e' una regione vasta formata da anelli concentrici di materiale interstellare, non ancora compresa a fondo.
Melita e Adrian Brunini dell'ateneo di La Plata in Argentina, sono convinti che l'ampio bordo che si osserva ai limiti della Fascia si sia formato attraverso l'aggregazione progressiva di gas, polvere e materiale cosmico che prende a ruotare intorno a una stella: il sole nel nostro caso.
E' convinzione radicata fra gli astronomi che i pianeti si siano formati nel tempo proprio attraverso questo accumulo progressivo di gas, polvere cosmica e materiale interstellare che girando vorticosamente in dischi e fasce tende ad aggregarsi fino a formare una massa solida.
Il Pianeta X si sarebbe dunque formato in questo modo, assestandosi poi su un'orbita quasi circolare. E' curioso che un corpo di dimensioni tanto grandi non sia stato visto prima poiche', spiega ancora Melita, ''si puo' osservare con i telescopi'', anche se ''c'e' uno spazio immenso da coprire''.
Gli scienziati sono d'accordo nel ritenere che c'e' una grande attivita' in atto nella Fascia di Kuiper, come ha detto a New Scientist Marc Buie, del prestigioso Osservatorio di Lowell, in Arizona. Gli fa eco Alan Stern, dell'Istituto di ricerca di Boulder, in Colorado. La regione di spazio in questione, ha dichiarato, ''e' di formazione planetaria, con 100.000 oggetti che sono pianeti in miniatura''.
Gli astronomi del resto concordano che Plutone, il pianeta ritenuto finora il piu' esterno del sistema solare, scoperto nel 1930, si sia formato con ogni probabilita' all'interno della Fascia. L'orbita di Plutone e' tanto eccentrica, che a tratti il pianeta si trova piu' vicino al sole di Nettuno. Lo scorso ottobre l'Istituto di Tecnologia della California ha scoperto nella Fascia di Kuiper un oggetto grande la meta' di Plutone, battezzato Quaoar, e gia' allora si era dibattuto se questo si potesse classificare come pianeta.
Secondo Stern, la scoperta di Pianeta X sara' seguita da molte altre. ''Sembra molto piu' probabile che ci siano 900 pianeti nel sistema solare piuttosto che nove'', ha affermato il ricercatore. ''E sembra che tutti, tranne otto, si trovino proprio nella Fascia di Kuiper''.
(Ansa)

 9 Dicembre 2002     Chi autentica un messaggio extraterrestre?  
Secondo un sondaggio Gallup del 2001, il 71 per cento dei cittadini degli Stati Uniti ritiene che l’esistenza di extraterrestri sia nota al governo americano ma venga tenuta segreta per oscuri motivi politici. E’ un dato eloquente: la maggioranza delle persone pensa di essere manipolata in tema di extraterrestri, ed è più difficile lottare contro una leggenda metropolitana che convincere il pubblico di un fatto autentico usando argomenti razionali. La notizia di un messaggio alieno avrebbe sull’opinione pubblica mondiale un impatto enorme e potrebbe scatenare le reazioni più imprevedibili: dal panico all’entusiasmo, dallo scetticismo a incontrollati slanci religiosi.
Per questo l’Istituto Seti, Search for Extra Terrestrial Intelligence, diretto da Jill Tarter (nella foto) ha elaborato un protocollo che fissa alcune regole per trattare una informazione così delicata. Lo scopritore del segnale deve innanzi tutto sottoporre la sua osservazione alla comunità scientifica. Compiute le necessarie verifiche, l’evento, se confermato aldilà di ogni dubbio, verrebbe comunicato alle Nazioni Unite e a questo organismo, opportunamente consigliato dagli scienziati, toccherebbe il compito di diffondere la notizia nell’intero pianeta e di decidere una eventuale risposta.
Il problema è che le cose non saranno mai del tutto certe e chiare. Tra il vero e il falso, in un caso come questo, esistono molte sfumature intermedie. Occorre dunque qualcosa di simile alla Scala Mercalli e alla Scala Richter dei terremoti per comunicare al pubblico una valutazione dell’attendibilità della notizia.
Rischio asteroidi e segnale alieno hanno una caratteristica comune: in entrambi i casi si tratta di eventi a bassissima probabilità e ad altissimo impatto sull’opinione pubblica. Per il rischio connesso al passaggio ravvicinato di asteroidi si sono stilate prima la Scala Torino (più adatta al grande pubblico) e poi la Scala Palermo (più tecnica, per gli addetti ai lavori). Analogamente, per graduare la credibilità di un eventuale messaggio extraterrestre, è stata concepita la Scala di Rio. A proporla furono Jill Tarter, responsabile del Seti Institute (Mountain View, California) e Ivàn Almàr, del Konkoly Observatory di Budapest (Ungheria) durante il 51° Congresso internazionale di Astronautica svoltosi a Rio de Janeiro (Brasile) nel 2000. In quella prima versione la Scala di Rio comprendeva 120 possibili casi di “segnali” classificabili in 15 gradi di attendibilità sulla base di tre parametri: il tipo di segnale, le circostanze della scoperta e la distanza della sorgente.
Semplificando, il tipo di segnale è tanto più rilevante quanto è più mirato alla Terra, lo è meno se è onnidirezionale, e ancora meno se può essere un rilascio di energia artificiale, sì, ma non finalizzato alla comunicazione. Le circostanze sono tanto più rilevanti se il segnale viene captato da specialisti dei programmi Seti, lo sono di meno se si tratta del risultato più o meno casuale di un altro genere di osservazioni e ancora meno se il segnale viene rilevato a posteriori, in un archivio di dati sui quali non è più possibile compiere verifiche. La distanza della sorgente è ritenuta di grande interesse se interna al sistema solare, di importanza notevole se al di sotto dei 50 anni luce (un tempo-luce comparabile con la vita umana), di importanza ridotta se la sorgente è interna alla Via Lattea, e ancora minore se risulta extragalattica.
Dopo un’ampia discussione da parte della comunità scientifica mondiale, i gradi di credibilità di un segnale intelligente di origine aliena sono stati ridotti a 10 più il grado zero, proprio per venire incontro alle abitudini già diffuse e consolidate a livello popolare.
I livelli della Scala di Rio sono dunque i seguenti:
0: segnale privo di qualsiasi credibilità (frode, scherzo)
1: segnale insignificante
2: segnale di scarsa credibilità
3: segnale di modesta credibilità
4: segnale di moderata credibilità
5: segnale di credibilità intermedia
6: segnale di notevole credibilità
7: segnale di alta credibilità
8: segnale con credibilità di grande portata
9: segnale con credibilità elevatissima
10: segnale di portata eccezionale
Ecco, ora siete preparati. Se vi diranno che sulla Scala di Rio il presunto segnale alieno è di ottavo grado, c’è da agitarsi quasi come se fosse un ottavo grado della Scala sismica Mercalli. Dubito però che la Scala di Rio sia un freno sufficiente all’ignoranza di certi giornalisti. Un quotidiano italiano nell’estate 2001 dedicò intere pagine a un disegno tracciato in un campo di grano vicino al radiotelescopio di Cambridge, in Inghilterra. Quel disegno, ottenuto piegando le spighe di grano come notoriamente molti burloni fanno ormai da una ventina di anni, era una perfetta riproduzione del messaggio proposto da Carl Sagan e trasmesso nel 1974 con il telescopio di Arecibo verso l’ammasso stellare M 13. Qualche giorno dopo gli alieni, nello stesso campo di grano, disegnarono un faccione sorridente.
(La Stampa)

 30 Novembre 2002     Governo inglese svela files su Ufo  
Un Ufo nella foresta, vicino a una base della Raf (l'aeronautica militare britannica), e tre soldati che si lanciano al suo inseguimento.
Non è la trama dell'ennesimo episodio di "X-Files", ma il preciso resoconto di un colonnello dell'aeronautica americana, reso pubblico dopo più di vent'anni dal Ministero della Difesa di Londra. Prima d'ora, questo segretissimo rapporto, noto come "Rendlesham File", era stato letto da venti persone che ne avevano fatta espressa richiesta in base all'U.S. Freedom of Information Act, la legge statunitense che consente l'accesso ai documenti riservati. E' il primo di una serie di documenti riguardanti casi di avvistamenti alieni che il governo britannico ha deciso di rendere accessibili a tutti. Atti ufficiali, redatti da personale militare, e quindi testimonianze da prendere ben più seriamente rispetto a quelle di individui visionari o dotati di troppa immaginazione.
Ecco i fatti: la notte del 27 dicembre 1980, secondo quanto scrive nel suo rapporto il colonnello della U.S. Air Force, Charles I.Halt, comandante della base di Bentwaters, Inghilterra, un UFO si avvicinò alla vicina base di Woodbridge. L'avvistamento iniziò quando due soldati americani di guardia notarono "luci inconsuete" nei pressi del perimetro dell'installazione militare. Chiesta l'autorizzazione ai superiori, i due uscirono nella foresta per investigare, insieme a un terzo commilitone.
"Gli uomini riferirono di uno strano oggetto luminoso nel bosco" scrive il colonnello. Secondo la descrizione, l'oggetto sembrava "di natura metallica e di forma triangolare, alto circa due metri e largo tre".
"Illuminava l'intera foresta di una luce bianca, aveva una luce rossa sulla punta e una serie di luci blu alla base. Era sospeso nell'aria o era appoggiato su delle gambe metalliche".
Quando la pattuglia tentò di avvicinarsi, l'UFO manovrò tra gli alberi e scomparve. Circa un'ora dopo, l'oggetto fu avvistato di nuovo vicino ai cancelli della base. "Più tardi nella notte, una luce rossa come il sole fu vista attraverso gli alberi. Si muoveva e pulsava. A un certo punto si divise in cinque separati oggetti luminosi bianchi che poi scomparvero".
Immediatamente, nel cielo si notarono tre oggetti "simili a stelle", che cominciarono a muoversi e a mutare colore e forma. Lo spettacolo durò più di un'ora, poi tutto sparì.
Durante l'avvistamento, i radar delle due basi non registrarono nulla di anomalo, e i tre soldati tentarono senza esito di riprendere l'oggetto con una videocamera.
Proprio per questi motivi, il Ministero della Difesa britannico precisa di aver accolto con scetticismo il rapporto del colonnello, pur rimanendo con un atteggiamento "aperto" di fronte al fenomeno.
"Non fu trovata nessuna prova di minaccia alla sicurezza del Regno Unito, e nessuna indagine ulteriore fu portata avanti".
Questo, nonostante la mattina dopo gli uomini del colonnello avessero trovato nel terreno tre vaste depressioni circolari, e il livello di radioattività fosse dieci volte superiore alla norma.
L'esercito spiegò le luci con il fatto che probabilmente la pattuglia aveva visto tra gli alberi i riflessi del faro di Orford Ness. Quanto alle luci nel cielo, probabilmente si era trattato di fuochi artificiali. Ma il mistero, vent'anni dopo, resta.
(Il Nuovo)

 29 Novembre 2002     Razzo russo causa allarme aereo americano  
S'e' finalmente chiarita la causa dell'allarme aereo che ha mobilitato, mercoledi' sera, la difesa aerea nord-americana, con la levata in volo di caccia anti-terrorismo. L'oggetto che attraversava il cielo piu' lentamente di una stella cadente, ma piu' velocemente di un aeroplano, era un razzo russo che rientrava nell'atmosfera terrestre. Lo hanno accertato il comando strategico degli Stati Uniti di Omaha, nel Nebraska, e il comando dello spazio aereo nord-americano, il Norad, che avevano ricevuto le segnalazioni di molti cittadini, allarmati dall'ipotesi che l'oggetto potesse essere lo strumento di un attacco terroristico, e avevano disposto l'invio di caccia intercettori. Il comando di Omaha e il Norad avevano ordinato di invididuare l'oggetto, le cui segnalazioni andavano dal Pacifico alle Montagne Rocciose.
(Ansa)

 28 Novembre 2002     Misteriosa scia nei cieli d'America  
Mistero nei cieli degli Stati Uniti. Caccia dell'aviazione Usa hanno tentato inutilmente di intercettare un oggetto non identificato che ha attraversato giovedì buona parte degli Usa centro-orientali, dai Caraibi alla Florida fino allo stato dell'Indiana. Ma nessuno è riuscito a scoprire di cosa si trattava. Unico indizio una scia ad altissima quota simile a quella lasciata dai jet.
Il Dipartimento della Difesa ha reso noto che il comando della difesa aerea del Nord America, nel Colorado, ha ricevuto un allarme giovedì pomeriggio: una scia sopra le isole Turks e Caicos si dirigeva a Nordovest verso gli Usa.
Immediato l'ordine di decollo a numerosi intercettori in varie basi (il numero e i luoghi non sono stati resi noti.) I caccia hanno tentato di scoprire l'identità dell'oggetto volante sia con i radar che a vista, ma non ci sono riusciti.
Nel frattempo i piloti di diversi voli civili informavano il controllo del traffico aereo di aver visto una scia, sia al di sopra della Florida che dell'Indiana. Poi la scia è sparita.
Un portavoce del comando della difesa aerea ha detto che non è possibile fare alcuna congettura su cosa fosse a provocare la scia. Non è neppure certo che i vari piloti che l'hanno vista si riferissero alla stessa scia.
Ma resta il fatto che un aereo o missile o altro oggetto volante ha attraversato per ore il cielo al di sopra degli Stati Uniti, il più controllato e militarizzato del mondo, senza che fosse possibile scoprire cosa fosse. E' in corso un'inchiesta dell'aeronautica e dell'Autorità federale per l'aviazione civile.
(CNN Italia)

 08 Novembre 2002     Microrganismi da Marte?  
Un gruppo di scienziati russi ha scoperto l'esistenza di un microrganismo resistente a dosi di radiazioni mille volte superiori a quelle che può sopportare un essere umano. La caratteristica è talmente eccezionale che il batterio, chiamato «Deinococcus Radiodurans», potrebbe provenire da Marte. I risultati della ricerca, guidata dal microbiologo Anatolij Pavlov, sono stati pubblicati dalla rivista «New Scientist».
Per scoprire come il «Deinococcus» riesca a sopravvivere a simili dosi radioattive, l'equipe di scienziati del Centro fisico-tecnico«Ioffe» di San Pietroburgo, ha deciso di bombardare con i raggi gamma una coltura di Esterichia Coli: un batterio comunemente presente nell'intestino umano, ma che in altre zone del corpo provoca infezioni anche pericolose. Dopo averlo sottoposto a 44 cicli radioattivi ed aver dovuto moltiplicare per cinquanta volte la dose iniziale, i ricercatori hanno capito che sarebbero stati necessari ancora migliaia di cicli che il microrganismo terrestre potesse sviluppare la stessa resistenza del «Deinococcus».
Pare quindi impossibile che il «super-batterio» abbia potuto sviluppare una tale resistenza vivendo sulla Terra, dove il livello delle radiazioni Gamma è relativamente basso. L'equipe di scienziati ha quindi ipotizzato che il misterioso microbo provenga da Marte, dove la concentrazione radioattiva è di molto superiore a quella terrestre. A quei livelli, il batterio avrebbe potuto sviluppare la sua resistenza in un tempo «breve»: appena qualche centinaio di migliaia di anni. Sulla Tera, invece, ne sarebbero occorsi almeno cento milioni.
Un astrobiologo della Nasa si è detto tuttavia scettico a proposito della provenienza da Marte del microrganismo, anche se «resta un mistero come possa avere sviluppato una simile resistenza».
(Adnkronos)

 02 Novembre 2002     Ancora ufo su ospitale  
Continuano gli avvistamenti di ufo nei cieli di Ospitale di Cadore e del circondario.
Le luci sono visibili da Podenzoi e soprattutto da Castellavazzo, in una serie di "avvistamenti" che sarebbero degni della serie X-Files. Lo strano fenomeno continua da oltre un mese ed era già stato segnalato da alcuni cittadini anche nelle scorse settimane. Ma facciamo un passo indietro. Circa un mese fa, alcuni giovani del luogo, al calare dell'oscurità avevano notato queste strane luci, dalle forme le più diverse e dai colori che cambiano spostandosi, anche a forte velocità, nella volta celeste.
L'osservazione cessò per qualche tempo a causa delle avverse condizioni atmosferiche e poi è ripresa. I giovani che hanno notato il fenomeno non vorrebbero parlarne più per timore di essere presi in giro ma, come detto, gli oggetti luminosi continuano a sfrecciare nella vallata e i ragazzi le vedono. Anzi. Alcune di queste "luci", rispetto ai precedenti avvistamenti, sorvolerebbero Ospitale ad un'altezza inferiore. I genitori dei ragazzi appaiono piuttosto scettici ed hanno invitato i figlioli a lasciar perdere. Ed anche i loro amici sono increduli e, per prenderli in giro, li hanno invitati a... non alzare troppo il gomito.
Ultimamente comunque gli "oggetti" sono calati di numero e la loro forma sarebbe diversa da quella segnalata qualche tempo fa. La prima notizia degli avvistamenti, suscitò un certo scalpore nella zona ed iniziò la caccia a chi aveva affermato di aver notato quegli strani oggetti luminosi; molti avevano dei sospetti sull'identità dei cinque (quattro ragazzi ed un ragazza) ma non sono ancora riusciti ad essere certi dei loro nomi perché, su specifica richiesta, sono stati attribuiti loro nomi di fantasia.
Giova ricordare che il giorno successivo alla prima segnalazione, anche un residente dell'Agordino chiamò per dire di aver avvistato alcune strane luci nella volta celeste. Il mistero resta fitto e impenetrabile...
(Corriere delle Alpi)

 20/26 Ottobre 2002     Pioggia di capelli di "capelli d'angelo"  
La presenza di filamenti biancastri è stata segnalata alla periferia di Alessandria, a Cantalupo, sui comiglioli, tetti ed antenne. Forse si tratta di ragnatele con le quali si spostano nel vnto, nel periodo fra ottobre e novembre, microscopici ragni. Campioni di filamenti sono stati consegnati all'Arpa per le analisi.
(La Stampa ed. Novara)

AGGIORNAMENTO 26 OTTOBRE
E' arrivata la conferma ufficiale: i "capelli d'angelo" portati dal vento e rimasti impigliati in antenne e comignoli della zona Sud di Alessandria sono fili di ragnatela di un particolare piccolo ragno che nidifica nel terreno. Lo hanno accertato gli esperti dell'Arpa (i dottori Ferrari e Priarone), in collaborazione con i colleghi di Novara, dove era stato registrato un fenomeno analogo. A un primo esame, i fili parevano simili a fibre tessili. Poi c'è stata l'identificazione certa.

(La Stampa ed. Novara)

 18 Ottobre 2002     SETI@home vivrà  
Pare che la notizia riguardante la crisi del progetto SETI@home abbia gettato nello scompiglio la comunità di appassionati e volontari che partecipano alla "grande caccia all'UFO". In particolare, grazie alla segnalazione di un rappresentante del SETI Italia Team "G. Cocconi", è emersa la "risposta" alla questione finanziamenti pubblicata da uno dei responsabili di SETI@home sul forum ufficiale del progetto.
Riferendosi alle notizie di stampa sulla crisi finanziaria di SETI@home, una persona che si firma come "SETI@home Administration" ha chiarito che "SETI@home NON sta per cessare le attività".
Nello stesso thread del forum, accessibile qui, diversi utenti non sembrano affatto soddisfatti di questa risposta così poco chiarificatrice: in particolare, alcuni dei partecipanti al forum chiedono che si fornisca una smentita più dettagliata e approfondita direttamente sull'home page di SETI@home.
Un poco più esaustivo è il post apparso sul forum di Slashdot.org e firmato da un certo Matt Lebofsky di SETI@home. Egli afferma che la notizia di una possibile chiusura del progetto è esagerata, tuttavia non fa mistero del fatto che al SETI manchino soldi.
"Fondamentalmente siamo sempre in crisi di fondi", ha scritto Lebofsky. "Personalmente spendo un'enorme quantità del mio tempo qui al SETI Lab scrivendo domande di finanziamento (...) Lavoro in questo gruppo da 6 anni e siamo sempre stati lì a raschiare il fondo del barile. Questa non è una novità."
Lebofsky sostiene che, nonostante tutto, "stiamo spingendo avanti su tutti i fronti", e fornisce un link dove vengono descritti alcuni progetti futuri di SETI@home. Tutti progetti che, come ammette lo stesso SETI, verranno attuati "fondi permettendo".
Uno dei progetti attualmente immobilizzati per mancanza di fondi è quello, già citato da Punto Informatico, che prevede l'utilizzo del telescopio australiano di Parkes per estendere la ricerca di vite intelligenti extraterrestri anche all'emisfero sud dello spazio.
Stando a Lebofsky, dunque, la crisi finanziaria di SETI@home esiste, e non sarebbe neppure una grande novità, ma questo non significa che il progetto stia rischiando la chiusura. In ogni caso, in seguito al piccolo allarme emerso tra gli altri anche su PI, in questi giorni diversi utenti stanno promuovendo collette a favore del progetto: per accedere alla pagina delle donazioni a SETI@home è possibile visitare questo link.
La più grande risorsa di questa iniziativa sembra tuttavia data dalla grande comunità di utenti che in tutto il mondo, mettendo a disposizione di SETI@home parte delle loro risorse di calcolo inutilizzate, partecipano attivamente e con passione all'analisi di milioni e milioni di segnali provenienti dal cosmo, e questo nella speranza di intercettare quella debole voce che, in una lingua a noi sconosciuta, eppure rivelatrice, un giorno ci possa dire: "Non siete soli".
(Punto Informatico)

 16 Ottobre 2002     SETI@home rischia la chiusura  
Per tutti gli amanti del notissimo screen saver scova-UFO di SETI@home arrivano notizie poco promettenti: il progettone lanciato nel 1999 dal Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI) potrebbe infatti essere arrivato al capolinea per mancanza di fondi. Una situazione simile a quella che si presentò nel 2000, quando per garantire il proseguimento della "caccia" ai segnali extraterrestri dovette intervenire la Planetary Society, poi divenuta il massimo sponsor del progetto.
Quest'anno, però, nessuno si è ancora fatto avanti per finanziare i nuovi progetti del team di scienziati che stanno dietro a SETI@home e la situazione, secondo alcuni portavoce, sta diventando davvero critica.
E pensare che all'inizio dello scorso anno, in un rapporto intitolato SETI 2020, uno speciale gruppo di lavoro, formato da numerosi scienziati provenienti da tutto il mondo, pronosticò per SETI@home una durata di almeno altri vent'anni e la possibilità di arrivare a disporre di un telescopio totalmente dedicato a quello che viene considerato il primo grande e riuscito esperimento di computing distribuito online.
Per il momento, purtroppo, SETI@home sostiene di non avere i finanziamenti sufficienti nemmeno per spostarsi, com'era stato preventivato oltre un anno fa con la definizione della seconda fase del progetto, presso il telescopio di Parkes, in Australia: questo telescopio è più potente di quello attuale, situato ad Arecibo (Portorico), e potrebbe estendere sensibilmente l'area "setacciata" alla ricerca di segnali radio provenienti da civiltà extraterrestri.
Ad aggravare le cose c'è anche il fatto che i rapporti fra il SETI e l'università di Berkeley, che ospita il sito e il centro raccolta dati del progetto SETI@home, non sembrano idilliaci: in particolare, pare che la nota università californiana non sia più disposta a sobbarcarsi le spese dell'ingente traffico generato dagli utenti di SETI@home. Milioni di loro, come noto, fanno sì che il proprio computer scansioni porzioni di registrazione del SETI nei momenti di non-utilizzo.
Oltre alla Planetary Society fra gli attuali sponsor di SETI@home compaiono Fujifilm, IBM, Intel, Hewlett-Packard, Quantum, Network Appliance e Informix, ma a quanto pare queste aziende non sono più disposte a sganciare quattrini per una causa - la ricerca di vita intelligente nello spazio - che al suo terzo anno di vita sembra aver perso molta di quell'iniziale attrattiva che gli aveva dato visibilità fra i media.
Insomma, più che di sponsor, in questo momento il progetto SETI@home sembra aver bisogno di filantropi. Mano al portafogli dunque.
(Punto Informatico)

 12 Ottobre 2002     Nobel a Carter per gli Ufo?  
Inaugura oggi «Mysteria», prima mostra ai confini della realtà: viaggio suggestivo fra enigmi, profezie, miracoli, miti, segreti, fenomeni inspiegabili ed eventi straordinari che hanno resistito alla prova del tempo. Il percorso si snoda tra Misteri della Storia - come Atlantide e la ricerca del Graal, X-files, o Ufo e rapimenti alieni -, Luoghi del Mistero - le Piramidi, Stonehenge (nella foto) - toccando i Misteri dello Spirito e la Magia delle Scienze Esoteriche. Mysteria presenta affascinanti ricostruzioni di extraterrestri, di fenomeni paranormali e reperti archeologici fuori tempo. Il tutto supportato da filmati, foto rare e interessanti contributi multimediali.
(Corriere della Sera)

 11 Ottobre 2002     Nobel a Carter per gli Ufo?  
Ne avvistò uno nel 1969 in Georgia Jimmy Carter il 6 gennaio del 1969 avvistò un UFO mentre si recava ad un'incontro al Lions Club di Atlanta. Allora il nuovo premio nobel per la pace era governatore della Georgia. Diverrà presidente degli Stati Uniti solo nel 1976 e venne soprannominato "UFO President" proprio per il suo interessamento per la ricerca di nuove forme di vita nello spazio.
Carter ha raccontato in un rapporto ufficiale del NICAP (Comitato nazionale di inchiesta sui fenomeni aerei) e poi in numerose interviste di aver avvistato insieme ad altre dieci persone un UFO di dimensioni grandi come la luna che volava da una parte altra del cielo per una decina di minuti: "Era la cosa più aberrante che avessi mai visto. Era grande; era molto brillante; cambiava colore; aveva circa la grandezza della Luna. La osservammo per 10 minuti, ma nessuno riuscì a capire che cosa fosse..." ha dichiarato il Presidente.
Da allora Carter ha cominciato a credere che qualcosa di simile a degli extraterrestri doveva esistere e per questo si è tenuto sempre in contatto con studiosi di tali fenomeni.
Molti di coloro che credono negli UFO sostengono che il quadriennio di stabilità e di pace del mandato presidenziale di Carter siano dovuti al fatto che il Presidente fosse in contatto con esseri extraterrestri. Che anche la sua attività per la pace per cui gli è stato appena assegnato il nobel sia il frutto dell'ispirazione degli UFO?
(TGCom)

 3 Ottobre 2002     Carlos Diaz in Italia  
«Carlos Diaz, incontro sul fenomeno Ufo». E' la conferenza in programma per questa sera alle 21, all'Università della terza età, organizzata dall' Arci di Pontedera che vedrà protagonista Carlos Diaz, il messicano definito «il caso più solido al mondo sullo studio dei fenomeni Ufo». «Sono stato in Messico - spiega Luca Baldinotti, un nostro concittadino, anch'egli spettatore, diversi anni fa, dei misteriosi oggetti volanti, o come preferisce chiamarli Diaz «esseri di luce» - e ho conosciuto Carlos. Mi disse che sarebbe venuto in Italia, così ho pensato di organizzare una conferenza». L'esperienza «ufologica» di Carlos, convocato in tutto il mondo per dare testimonianza dei suoi particolari contatti e per allargare il materiale di studio degli scienziati che si occupano di questo problema, ha avuto inizio nell'81, quando aveva circa 23 anni. Allora era un famoso fotografo e una rivista gli aveva commissionato di scattare alcune foto al tramonto. Lì il suo primo contatto visivo che nel tempo è diventato plurisensoriale. Carlos parla con gli extraterrestri, li ascolta, li tocca anche. Ricercatori della Nasa, studiosi e referti di analisi cliniche attestano che «il materiale fotografico di Diaz è autentico» e che «le sue condizioni psicofisiche sono perfettamente normali».
E per quanto l'argomento abbia sapore di «soprannaturale» è più verosimile, e anche più umile, pensare di non essere gli unici abitanti dell'universo piuttosto che il contrario.
(La Nazione ed Pisa)

 3 Ottobre 2002     Ancora Ufo nell'Agordino  
Dopo quelle di Castellavazzo, nuove segnalazioni di avvistamento di oggetti volanti non identificati arrivano ora dall'Agordino, per la precisione da Gosaldo. Molto simile a quello del gruppo di ragazzi di Podenzoi e Castellavazzo è il racconto che fa Ennio Masoch. Antecedente, invece, il momento dell'avvistamento degli oggetti: quello agordino risale a una decina di giorni fa. «Stavo tornando a casa in moto insieme a mia sorella», racconta Ennio Masoch, «ero sulla strada che da Fiera di Primiero conduce ad Agordo; ad un certo punto il mio sguardo è stato attratto verso il cielo, dove c'erano una decina di strane luci arancioni, alcune più grandi e alcune più piccole, che si muovevano a scatti. Erano passate da poco le 22,30. Ho visto che salivano dal Feltrino e si dirigevano verso nord, muovendosi a zig zag e alcune mutando il loro colore in un rosso tenue. Ho pensato all'inizio che si trattasse di qualche esercitazione aerea», aggiunge Masoch, «ma poi, ragionando, mi sonochiesto quale tipo di aereo potesse mai avere un volo di quel tipo, a scatti e a zig-zag. Successivamente quelle strane cose si sono riunite, ma mi seguendo una linea retta. Il fenomeno è durato qualche minuto, poi le luci sono scomparse verso nord».
Alla domanda se avesse fatto qualche segnalazione dell'accaduto, Masoch risponde di aver pensato «di telefonare all'aeroporto di Belluno per chiedere lumi», ma di aver successivamente lasciato perdere. Probabilmente nel timore di passare per visionario. «Ma ora», spiega, «dopo aver letto dell'avvistamento fatto da quei ragazzi nella zona di Longarone, mi sono deciso a telefonarvi; giusto per dire che quanto s'è visto da una parte della provincia l'ho visto anch'io da un'altra». Senza tirare in ballo necessariamente gli Ufo, non resta che pensare a qualche tipo di
esercitazione militare. Ma sarà così?
(Corriere delle Alpi)

 3 Ottobre 2002     Una nuova Tunguska?  
Un meteorite enorme sarebbe caduto in Siberia, nella regione russa di Irkutsk. A riferirlo sono decine di testimoni, residenti nei villaggi circostanti, che sostengono di aver notato un enorme corpo luminoso abbattersi al suolo provocando scosse telluriche simili a quelle di un leggero terremoto. In più, sempre secondo i testimoni, la zona dove è caduto l'oggetto sarebbe stata illuminata da sporadici lampi di luce nei minuti successivi all'impatto.
L'accademia russa delle Scienze ha immediatamente annunciato la propria intenzione di inviare sul posto un'equipe di esperti, per studiare il fenomeno.
Di fatto, ufologi e astronomi dilettanti sono già in fibrillazione. Il corpo celeste infatti, sebbene immediatamente classificato come meteorite dagli scienziati, potrebbe essere uno dei sospirati veicoli alieni dei quali si tenta l'avvistamento. La situazione, peraltro, ha analogie fortissime con un'altra, accaduta sempre in Siberia, e che non sarebbe mai stata del tutto chiarita.
Alla mente di molti infatti, il fenomeno ha ricordato quello di Tunguska, una località a 800 chilometri dal lago Baikal dove nel 1908 sarebbe precipitato un oggetto misterioso, in grado di bruciare migliaia di ettari di Taiga circostante. Secondo gli esperti, che ovviamente studiarono il fenomeno solo a posteriori e sulla base dei rilevamenti dell'epoca, l'esplosione sarebbe stata pari a quella di 2 mila bombe atomiche a fissione nucleare. Sempre in quei giorni furono segnalate luci nei cieli in diverse zone del mondo. Per gli scienziati anche quello fu un fenomeno del tutto normale. Ma per molti, resta uno squisito episodio di "incontri ravvicinati". Forse troppo.
(Il Nuovo)

 2 Ottobre 2002     Ufo nel bellunese  
Ufo nei cieli di Ospitale? Oggetti sconosciuti e che mutavano di colore sono stati segnalati da alcuni ragazzi della zona. Da alcune sere a questa parte tre amici di Castellavazzo e Podenzoi si imbattono in qualcosa di mai visto prima, al punto che i loro genitori vogliono provare a verificare con la base di Aviano eventuali «esercitazioni» non identificate. La sigla, che significa Unidentified Flying Objects (oggetti volanti non identificati) si è ufficialmente diffusa nel 1949. E gli oggetti che sono stati visti sembrano rientrare in quella classificazione. Ma quelli che sono stati visti sono aerei? Elicotteri? Effetti ottici? Uno o più satelliti artificiali? Allucinazioni? No. Sarebbero stati proprio degli Ufo, le luci che sono state avvistate da tre ragazzi che risiedono a Castellavazzo e Podenzoi.
«Sabato sera ero andato a casa di Boris, il mio amico che come me abita a Castellavazzo. Era scuro. Quando all'improvviso, guardando verso nord nord/est, abbiamo notato delle luci che si muovevano in cielo. Le luci si spostavano, cambiavano di posizione e di colore: dal giallo al rosso, all'azzurro, al blu e poi scomparivano per riapparire, dopo qualche istante in qualche altra posizione».
«Le loro forme erano diverse: uno era a forma sferica, un altro era pentagonale con tre luci ed una centrale lampeggiante ed un altro era triangolare. Si muovevano a forte velocità e», prosegue Boris, «apparentemente senza far rumore. Sembrava procedessero a salti. Da due di essi, si sono staccati altri due punti più piccoli che sono precipitati lasciando una lunga scia per poi scomparire». Non sigari volanti o «dischi», quindi, stando alle affermazioni dei giovani.
Domenica mattina Boris, Sara e Daniele, i tre amici che avevano avvistato gli Ufo, ne hanno parlato con loro due amici di Podenzoi. «Cristiano e Andrea hanno cominciato a prenderci in giro e non credevano a quanto avevamo loro raccontato di aver visto». Anche loro, nella notte successiva, al sopraggiungere del buio, hanno potuto vedere lo stesso fenomeno. Incredulità e stupore. Anche nella serata tra lunedì e martedì scorso, verso le 19.40 si è ripetuto il fenomeno. Boris notò solo un «qualcosa» che percorreva in senso longitudinale la vallata del Piave. Sempre verso Ospitale. Insomma gli avvistamenti di questi strani oggetti si ripetono da tre serate ed hanno incuriosito non poco i ragazzi. Il papà di uno di loro sta pensando di telefonare all'aeroporto di Aviano per segnalare gli avvistamenti o sapere, se per caso, sono in corso delle esercitazioni militari.
I ragazzi non desiderano avere molta pubblicità per il timore di essere presi in giro dai coetanei anche se sono in buona compagnia: gli avvistamenti si susseguono praticamente in tutto il mondo e la stragrande maggioranza di essi sono stati razionalmente spiegati. Giova ricordare che a Ospitale c'è la Euroindel Spa che è dotata di una ciminiera che emette fumi giorno e notte e, stando alla testimonianza dei ragazzi, i movimenti degli oggetti volanti non sono mai dal basso verso l'alto. Insomma il fenomeno è seguito e i ragazzi hanno deciso, d'ora in poi, di munirsi di binocolo per osservare meglio il fenomeno per il quale non esiste una spiegazione univoca e tanto meno ufficiale. Staremo a vedere.
(Il Corriere delle Alpi)

 2 Ottobre 2002     Ufo in Versilia  
Quest'estate sarà anche calato il numero di turisti al Forte, ma di certo sembrano in grande aumento... gli Ufo, che evidentemente hanno una certa predilezione stagionale per il Forte. Sono stati infatti ben sette gli avvistamenti da giugno fino ad oggi ora sulla costa versiliese. Un dato che è stato comunicato ieri dagli esperti dell'Ansu, l'Associazione nazionale Studi Ufologici, per bocca del suo presidente, Antonio Scarano. «Il primo avvistamento - ha spiegato Scarano - si è avuto all'inizio dell'estate a Camaiore, perpendicolarmente al Monte Gabberi. Ne è seguito un altro a Marina di Pietrasanta, dove l'oggetto non identificato era molto luminoso, tra il rosso e il bianco, e molto veloce, ed ha eseguito alcune rotazioni con luce cangiante. Il terzo avvistamento si è registrato ad agosto a Forte dei Marmi, e l'Ufo aveva un andamento lento con traiettoria sud-est, poi si è diretto verso la Garfagnana. E sempre ad agosto, e sempre al Forte, un altro oggetto triangolare con traiettoria nord est, ha fatto alcune evoluzioni prima di scomparire dietro le nuvole. Per questo Ufo - ha detto Scarano - abbiamo anche allertato i colleghi dell'Emilia e della Lombardia. Infine, più avanti nell'estate, una turista neozelandese ha riferito di aver visto a Viareggio una sorta di «fagiolo» luminoso, color arancio, che si è poco dopo allontanato verso l'orizzonte del mare».
Gli ultimi avvistamenti - infine sono stati fatti nei giorni scorsi: il 21 settembre al Forte è stato avvistato un Ufo in direzione di la Spezia che emetteva un bagliore immobile, e lo stesso Ufo è stato poi visto nel golfo spezzino, ad Alessandria e verso l'alba perfino sulla costa romagnola.
Chissà che anche gli Ufo non abbiano voluto fare qualche raffronto turistico? Infine ieri mattina alle 11,15 dalla spiaggia del Forte in molti hanno visto uno strano velivolo dal volo lento e che deviava bruscamente mentre una lieve foschia grigiastra lo contornava. Misteri di fine estate...
(Il Tirreno)

 1 Ottobre 2002     Ufo anche in Veneto  
Cosa volteggiava sabato sera nel cielo dei colli? Non lo sanno dire neppure i giovani che l'hanno visto, però era qualcosa che mai avevano scorto prima. Raccontano d'aver visto un corpo luminoso zigzagare a velocità impressionante per almeno una trentina di minuti. Si trovavano in una radura a una quota più alta dell'abitato di Arquà, ed erano a bordo di un camper. Erano in tre, tutti studenti diciassettenni, e volevano trascorrere il fine settimana cantando e suonando sotto la luna. Avevano fatto baldoria sino alle 22 quando, stanchi, si erano ritirati dentro al camper. All'improvviso uno di loro ha notato degli strani bagliori che si riverberavano sui finestrini. E' uscito assieme al cane, che ha iniziato ad abbaiare. Nel cielo, riferisce, c'era un corpo particolarmente luminoso che viaggiava a una velocità elevatissima e si avvicinava sempre più. Non si è fermato che per una manciata di secondi a circa 500 metri da loro. «Non si trattava di un aereo, perché gli aerei volano molto più alti e appaiono molto più lenti - raccontano i tre ragazzi che, andando per esclusione, finiscono per essere convinti di aver avvistato un Ufo - Non erano nemmeno i fari di una discoteca: quelli li abbiamo visti mentre rientravamo a Este, erano molto più flebili e velati. All'interno di questa luce c'era un nucleo ancora più luminoso e di colore azzurro-verde. Lasciava dietro di sé una scia tipo quella di una stella cometa».
Stragiurano, alle prime naturali obiezioni, di essere stati tutti e tre assolutamente sobri. «Qualunque cosa fosse - dicono i ragazzi - era affascinante. Quando la luce è scomparsa non siamo più andati a dormire, speravamo ricomparisse».
(Il Mattino di Padova)


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