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2
Dicembre 2001
Il
Pub ufologico
Il pub dedicato al mistero degli Ufo ha riaperto rinnovato ed ampliato
in via S. Felice 134/b (Bologna). Il nome del locale? Sempre Area 51,
ovviamente. La leggenda narra che nel luglio del 1947, nei pressi di una
graziosa cittadina del New Mexico di nome Roswell, cadde un'astronave
aliena con a bordo due "entità biologiche extraterrestri"
ancora in vita. Secondo alcune fonti i due alieni sopravvissuti
sarebbero stati condotti, insieme alla loro astronave, in una base
segreta del Nevada chiamata Area 51 ed in seguito sottoposti ad ogni
genere di esami. E in omaggio a questo grande mistero, Tony ed i suoi
collaboratori hanno dato vita a questo pub: un locale interamente
dedicato al mistero degli Ufo che non si limita però ad offrire menù a
tema "spaziale". Area 51 sarà infatti un centro culturale nel
quale si potrà discutere, fra un crostino ed un primo piatto, di ogni
aspetto inerente all'ufologia moderna con proiezione di video e mostre
fotografiche.
(Il Resto Del Carlino, ed. Bologna)
30
Novembre 2001
UFO
su San Remo
Incontri ravvicinati del
terzo tipo a Sanremo? Un pensionato della città dei fiori non ha dubbi
e la sue risposta è "si". L'avvistamento è avvenuto nel
cielo che sovrasta la collinetta di via Duca degli Abruzzi: "il
disco volante era grande e luminoso come la luna. L'ho seguito con gli
occhi per una ventina di secondi". Girolamo Grossi, 75enne
sanremese ed ex floricoltore abita con la moglie in via Duca degli
Abruzzi al civico 282 e spesso, alla sera, porta a spasso la piccola
cagnetta. "E' stata una di queste sere che ho visto un disco
volante -racconta con emozione-. Era mezzanotte circa. Costeggiavo il
muro di fronte alla mia abitazione e avevo il cane in braccio. A un
certo punto ho visto come un lampo, ero stupito e non sapevo cosa
pensare, forse un stella o un satellite, come avviene in questi
casi". Poi la testimonianza entra nel vivo e Grossi descrive il
momento con estrema lucidità. "Invece era proprio un disco volante
e l'ho visto bene perchè la serata era splendida, il cielo pulito e la
Luna piena. Mi si è presentato sopra alla casa che sta alla sinistra
della mia, sulla collinetta. A quel punto ho osservato con attenzione..
Era grande come la Luna e luminoso". E le dimensioni? "Secondo
me circa 4 o 5 metri di diametro. Non andava molto veloce, direi circa
60 o 70 km/h, come un camion sull'autostrada. Il tutto è durato una
ventina di secondi, poi è sparito dietro una casa, sulla collinetta
alla mia destra".
"Il giorno dopo mio figlio mi ha telefonato per altri motivi. Gli
ho spiegato il fatto e lui mi ha detto che alla stessa ora, la sera
prima, dalla sua casa di Bussana aveva visto una scia luminosa. Non può
essere un caso quindi".
Il ritardo nel comunicare la vicenda è da attribuire alla sua modestia.
"
"Non volevo darmi importanza o passare per un ciarlatano. Avevo
timore e allora ho atteso, anche se continuavo a pensarci".
(La Riviera)
3
Novembre 2001
Risposta
extraterrestre
Come nel film «Contact»: gli extraterrestri hanno risposto ad un
nostro messaggio inviato nello spazio. Una risposta arrivata dopo 27
anni d'attesa perchè il segnale radio venne trasmesso nell'etere nel
1974.
La clamorosa rivelazione arriva dal professor Corrado Malanga, docente
di scienze biologiche dell'Università di Pisa, ed ha
l'effetto dirompente di una bomba nell'ambito della conferenza sugli
extraterrestri che ha caratterizzato la seconda giornata della mostra
mercato sulla magia di Viareggio. Era un giorno del lontano 1974, quando
dall'osservatorio astronomico di Arecibo, a Portorico, un gruppo di
scienziati inviò con una sonda spaziale una scheda verso un ammasso
stellare, la galassia «M13», situato a 25mila anni luce dalla Terra.
«Lo scorso 21 agosto - afferma convinto Malanga - gli alieni avrebbero
impresso la risposta al nostro messaggio in un campo di grano di fronte
all'osservatorio di Chilbolton, in Inghilterra». Le foto proiettate di
fronte all'attenta platea del Principe di Piemonte mostrano infatti due
grandi immagini raffiguranti un volto antropomorfo e una «scheda» che
ricalca quella inviata 27 anni fa, ma con differenze rilevanti. «Di
invariato - spiega Malanga - c'è soprattutto il sistema binario dei
numeri decimali fissato sulla prima riga, mentre per il resto sono
presenti modifiche strabilianti. Ad esempio, le informazioni che avevamo
inviato sul nostro Dna, con i cinque elementi che lo costituiscono
(carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno e fosforo) nella risposta aliena
contengono anche l'elemento del silicio. In questo messaggio degli
extraterresti c'è anche impressa un'elica del Dna più allungata
rispetto a quella umana. Ricostruendo al computer la struttura aliena,
con il silicio al posto del fosforo, abbiamo ottenuto esattamente quella
figura impressa sull'erba della località inglese».
«Nel nostro schema - spiega ancora Malanga - era presente il sole con
gli altri pianeti, mentre in quello alieno c'è un sole più piccolo e
sono indicati ben tre pianeti abitati, dall'ultimo dei quali sarebbe
partita la trasmissione verso l'osservatorio di Chilbolton».
Interessante anche il dato sugli abitanti dei rispettivi pianeti, visto
che nella scheda inviata nel 1974 sono indicati i 4,5 miliardi di
abitanti dell'epoca e in quella extraterrestre ritornata sulla Terra
circa otto. Anche il sistema di trasmissione ha convinto gli studiosi
che le immagini impresse sul campo di grano siano opera di nostri
eventuali coinquilini dell'universo. Le trasmissioni giunte dallo spazio
hanno una lunghezza d'onda di 800 metri, contro i 306 metri delle
trasmissioni normalmente inviate dalla Terra. «La posizione delle
immagini - conclude Malanga - ha permesso anche di individuare le possibili coordinate stellari delle quattro-cinque
dalle quali potrebbe essere arrivato il messaggio». Sono situate a 13 anni luce dalla
Terra.
(La Nazione; Arkosc News 36)
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