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Zonamagica.net News
Newsletter aperiodica di informazione ufologica
19-05-2001
ZM
Newsletter n.2
[*]
Arrivano i crop circles
[*] Analizzati i "capelli d'angelo"
[*] UFO al Senato francese
[*] Batteri extraterrestri
ANALIZZATI I
"CAPELLI D'ANGELO" VERCELLESI
Presentate
dal CISU durante la conferenza del 16 maggio al Politecnico di Torino i
risultati delle analisi compiute presso il Dipartimento di Chimica
Analitica dell'Universita' di Torino sui "capelli d'angelo"
raccolti a Vercelli nel 1999. I risultati hanno confermato che non si
tratta di ragnatele, fibre acriliche, rayon, nylon, lana di pioppo.
(18 maggio 2001, UFOTel 311)
UFO AL
SENATO FRANCESE
Un
documentario ufologico dal titolo "Il cover-up americano"
("Le silence américain") è stato recentemente proiettato in
anteprima, in una sala affollata, dinanzi al Senato francese.
Composto da servizi e reportages, il film ricostruisce la storia
dell'ufologia e mostra alcuni casi classici, come Valensole e Socorro;
quindi ripercorre la vita dell'astronomo Hynek (per scelta), per
illustrare la ricerca ufologica sia governativa che privata. L'inchiesta
è condotta da un misterioso esperto francese che si vede solo di
spalle, a tutela del suo anonimato, e dall'americana Wendy Connors. Tema
centrale dell'inchiesta il cover up, con il caso Roswell ed interviste
in loco ad Haut e Balthazer ed un'esplosiva intervista a Jennie Zeidman,
antica collaboratrice di Hynek, che afferma che l'astronomo le avrebbe
confidato che il primo contatto alieno con il governo si sarebbe
verificato nella base aeronautica di Holloman nel 1962 (nel 1964,
secondo altre fonti). Da segnalare un breve intervento di Gildas
Bourdais sulle dichiarazioni di monsignor Balducci.
(14 maggio 2001, La Rete 365)
ARRIVANO
I CROP CIRCLES
Dopo le
prime formazioni in Olanda, Germania e Canada, i crop circles sbarcano
finalmente anche in Inghilterra. Il primo pittogramma stagionale è
apparso il 12 maggio sulla Old Winchester Hill, nella contea di
Hampshire. A causa delle restrizioni dovute all'afta epizootica non è
stato possibile avvicinarsi alla formazione per analisi più
approfondite, un paio di foto sono comunque visibili sul sito cropcircleconnector.com.
(12 maggio 2001, Cropcircleconnector.com)
BATTERI
EXTRATERRESTRI
«Sono
dei batteri e li abbiamo trovati in alcune meteoriti piovute dallo
spazio oltre che in numerose rocce terrestri dove credevamo non
potessero esistere». La scoperta che confermerebbe l'idea della vita
arrivata sul nostro pianeta dal buio cosmico della galassia è il frutto
di due ricercatori dell'università «Federico II» di Napoli, Bruno D'Argegno,
docente di geologia e Giuseppe Geraci, docente di biologia molecolare.
«Le meteoriti - racconta D'Argegno - provengono dal Museo mineralogico
della città, dove erano conservate da anni. Analizzandole abbiamo posto
il materiale a contatto con una soluzione fisiologica. E' allora ci
siamo resi conto che i microrganismi diventano visibili e cominciano a
muoversi».
Si tratta di sette-otto diversi tipi di batteri che gli scienziati hanno
battezzato Crim, da cristallo-microbi, molto simili a quelli esistenti
oggi. Le meteoriti in cui sono stati trovati hanno invece un'età
intorno ai 4,5 miliardi di anni. Per le loro caratteristiche sembrano
appartenere alla famiglia degli archeobatteri, vale a dire quegli
organismi più vecchi rivenuti sulla Terra risalenti a circa 3,5
miliardi di anni fa. Essi dispongono del loro Dna e sono primitivi tanto
da non avere le difese, cioè quegli anticorpi di cui dispongono i
batteri attuali. Ma per conoscere meglio il loro identikit sono
necessarie altre analisi più approfondite.
La storia delle ricerche di D'Argegno e Geraci inizia studiando alcuni
campioni geologici del golfo di Napoli vecchi di alcuni milioni di anni,
proseguendo poi su altri provenienti dagli Appennini e dall'Europa
centrale. E' stato in queste indagini che D'Argegno e Geraci si sono
imbattuti in pietre provenienti da condizioni estreme dove regnavano
pressioni e temperature elevatissime sino a mille gradi centigradi. Con
queste premesse - secondo gli studiosi - al loro interno non potevano
nascondere nulla se non la traccia minerale dell'infernale origine. «Invece
- precisano - abbiamo messo a punto un metodo di indagine, molto
semplice e facilmente riproducibile, che ci ha portato a trovare
annidati i nuovi batteri in una cinquantina di campioni provenienti da
diverse regioni del pianeta, dall'Italia al Canada, con età variabili
da pochi milioni a 2,8 miliardi di anni».
Gli scienziati dell'università di Napoli presenteranno le loro
conclusioni oggi all'Agenzia spaziale italiana e dopodomani
all'Accademia nazionale dei Lincei di cui il professor D'Argegno è
socio.
(9 maggio 2001, Corriere della sera)
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